Notizia

Filipponi (Pd) su comunicazione, Cesi e milleproroghe

(Ufficio Stampa/Acot) – Il consigliere Francesco Filipponi ha depositato altre due interrogazioni. Con la prima, insieme all’altro consigliere di minoranza Vladimiro Orsini, si occupa di una “modifica al modello organizzativo relativamente alla Comunicazione dell’Ente”, chiedendo al sindaco e alla giunta di “relazionare in merito alle motivazioni, non previste in delibera, che hanno portato alla modifica del modello organizzativo, per la parte inerente la Comunicazione, invertendo le competenza delle due direzioni in quota parte interessate ovvero Affari Istituzionali e Affari Generali considerando che l’attuale sistema ha funzionato finora sotto ogni forma”. 
Con la seconda interrogazione Filipponi interviene in merito alla struttura dell’ex Istituto Francesca Peticca a Cesi, chiedendo al sindaco e alla giunta “di prevedere con sollecitudine la piena fruibilità della struttura oggetto della interrogazione, con gli strumenti ritenuti più idonei, al fine di valorizzare il patrimonio comunale”.

Infine lo stesso Filipponi ha diffuso una nota in merito al decreto milleproroghe. “Il gruppo consigliare del Partito Democratico considera grave quanto avvenuto sul Decreto Milleproroghe – si legge nella nota -  rispetto alla apposizione della fiducia alla Camera dei Deputati, che conferma il taglio delle risorse sul piano periferie, in quanto il testo in approvazione risulta essere precedente il tentativo di intesa tra Governo e Anci”.
“Inoltre – continua la nota - in ogni caso purtroppo l'ipotesi di accordo sulla questione ‘bando periferie' che ANCI e Governo avrebbero raggiunto non è sufficiente a sanare la perdita delle risorse per Terni, in quanto non recupererebbe le cifre che sono state sottratte ai Comuni per importantissimi interventi di riqualificazione urbana. Desta scalpore anche l'estrema incertezza in merito alle modalità con le quali si vorrebbero garantire parte delle risorse, sia sui relativi tempi, soltanto per chi si trova in uno stato più avanzato di progettazione”.
“Per Terni anche se venisse proposto un ulteriore decreto con queste modalità di finanziamento previste dalla ipotesi di accordo – conclude Filipponi - si tratterebbe comunque di un taglio netto di tutta la dotazione finanziaria prevista dall'accordo sottoscritto solo alcuni mesi fa, e sul quale i cittadini ternani avevano sperato per vedere riqualificate le periferie”.
 

GLD - Ufficio Stampa/Acot