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Anche Terni alla giornata nazionale della statistica

(Ufficio Stampa/Acot) – Anche il Comune di Terni, tramite i propri Servizi Statistici, ha partecipato alla “Settima Giornata Nazionale della Statistica”. Proprio per quest’occasione – che quest’anno coincide anche con la Giornata Europea della Statistica - daI 20 ottobre l’Istat ha dato avvio ad una serie di eventi di diffusione della cultura statistica.
In particolare il 23 ottobre a Perugia presso la Facoltà di Economia, anche l’Umbria ha festeggiato l’evento con il convegno “L’Umbria regione d’Europa” organizzato dalla sede regionale dell’Istat in collaborazione con il Dipartimento di economia e che ha visto la partecipazione degli altri Enti Sistan (comune di Terni, di Perugia, ecc.) a livello locale.  
Durante il convegno è stata presentata la pubblicazione digitale “La vita delle donne e degli uomini d’Europa” , che racconta e illustra i diversi stili di vita dei cittadini europei e un racconto sull’evoluzione dell’Europa attraversi i numeri .
Riguardo all’Umbria - riferiscono i Servizi Statistici - è stata presentata anche un’analisi molto interessante, predisposta dall’Istat sede per l’Umbria,  che mette a confronto, in base a vari aspetti demografici e socio-economici, la nostra regione con le altre regioni europee (NUTS2). Il confronto basato su numeri indici prende in considerazione la collocazione delle altre regioni rispetto alla nostra posta a base =100.
Lo studio conferma che l’Umbria è una delle regioni europee con maggiore incidenza di anziani  e allo stesso tempo tra quelle con crescita naturale negativa (differenza tra morti e nati). Soltanto il 7% delle regioni europee hanno una situazione peggiore. Dato analogo si riscontra considerando la fecondità, ovvero la propensione a fare figli che ci vede nuovamente tra le regioni in coda con appena 1,27 figli per donna contro l’1,58 della media europea.
In compenso l’Umbria presenta una speranza di vita alla nascita, sia maschile che femminile, fra le più elevate a livello europeo.  
Riguardo all’istruzione si è rilevata una netta differenza tra la componente maschile e femminile. Purtroppo ci collochiamo tra le posizioni più basse se si considera il numero di maschi 30-34enni con titolo di studio universitario e solo alcune regioni del Mezzogiorno e alcune dell’Europa orientale hanno valori inferiori o analoghi a quello umbro e l’indicatore è quello dove risulta maggiore la distanza tra Umbria e media europea.  

 

SN - Ufficio Stampa/Acot