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Terni, città delle donne e multietnica

(Ufficio Stampa) - Una città sempre più rosa e con un flusso migratorio che continua ad essere molto elevato seppur in cambiamento costante nel corso degli anni. Sono i dati sulla situazione demografica e socio-economica della città che colpiscono maggiormente, tra i moltissimi elaborati come di consueto dall'ufficio statistica del Comune di Terni e pubblicati nel fascicolo “Conoscere Terni”, consultabile anche on line all'interno del sito web dell'Ente. I dati demografici – spiegano gli statistici della Direzione Sviluppo Economico del Comune – si riferiscono all’andamento e alle caratteristiche della popolazione e sono elaborati a partire dall’archivio anagrafico. Poi ci sono le sezioni dedicate ai dati economici, come ad esempio la distribuzione delle imprese sul territorio, i dati sull’occupazione e la disoccupazione, importanti dati sul reddito, le pensioni e gli impieghi di denaro, l’andamento dei prezzi e l’inflazione. Si passa poi ai dati sul sistema scolastico e l’Università e ai dati sull’ambiente. Non mancano infine le curiosità sui nomi dei nuovi nati. Insomma una fotografia complessiva della situazione della città e una vera e propria miniera di informazioni a disposizione di tutti. Popolazione in leggero calo rispetto al 2010La popolazione residente, come risulta dall’anagrafe aggiornata, dopo la revisione post censuaria, è pari a  112.227 unità, (in leggero calo rispetto al dato del 2010, quando i residenti risultavano 113.324) con una prevalenza marcata della componente femminile, che supera quella maschile di 6.815 unità e una percentuale di popolazione straniera costantemente in crescita, che rappresenta attualmente l’11,3% del totale dei residenti (nel 2000 del solo 2,3%). Gli stranieri residenti a Terni sono 12.685 dei quali 7.384 femmine. Occorre considerare che nel 1995 gli stranieri residenti a Terni erano solo 870.I nuovi nati e i mortiNel corso del 2013 sono nati da madri residenti a Terni 871 bambini, in diminuzione rispetto all’anno precedente. Il contributo maggiore alle nascite è dato, in proporzione, dalle madri straniere (165) mentre risultano in diminuzione i nati da entrambi genitori italiani. Il saldo naturale permane comunque negativo anche se il numero di morti nel 2013 (pari a 1.354 di cui 23 di cittadini stranieri) è inferiore a quello del 2012. I flussi migratoriPer quanto riguarda i flussi migratori, sono ancora in crescita i cittadini che prendono la residenza a Terni e di questi, come accade ormai da oltre 15 anni, quasi la metà è composta da stranieri e tra questi ultimi è particolarmente numeroso anche il numero di coloro che scelgono di spostare la residenza a Terni provenendo da un altro comune italiano. Tante donne e molti anzianiLa popolazione ternana strutturalmente si presenta sempre più anziana e sempre più “rosa”, con un indice di invecchiamento molto alto e ancora in salita, e un tasso di mascolinità tra i più bassi d’Europa. Per intenderci a  fronte di un indice che vede nel valore 100 il bilanciamento tra i due sessi a Terni quello di mascolinità, anche se in lieve risalita negli ultimi tre anni, è pari a 88,55 uno dei valori più bassi registrati a livello nazionale e anche europeo. I grandi anziani elevano l'età media della popolazioneLa popolazione continua ad invecchiare, anche se più lentamente rispetto ad un decennio fa, e ciò è confermato dall’indice di vecchiaia pari a 206,4 contro il valore nazionale che si attesta a 151,4. Crescono gli anziani, con un quarto della popolazione in un’età superiore a 65 anni, ma soprattutto i grandi anziani ovvero gli ultra75enni che rappresentano il 12,5% della popolazione. Di riflesso sale anche l’età media della popolazione arrivata a 46,5 anni (48,2 anni per le donne ternane che in media sono più vecchie di 4 anni rispetto agli uomini). Un valore più alto rispetto al dato nazionale che è di 43 anni e mezzo,. Al crescere dell’età si allarga la forbice tra i sopravvissuti dei due sessi: per fare un esempio in città risiedono 40 ultracentenari dei quali ben 30 sono donne. L'incidenza dei migranti sui dati complessiviAl di là del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, che ha preso avvio ormai da oltre trent’anni, i significativi mutamenti demografici, che si stanno verificando a Terni nell’ultimo decennio sono da imputare quasi esclusivamente all’influenza determinata dalla popolazione straniera. Questa infatti rappresenta la componente in attivo della popolazione e soltanto grazie ad essa la tendenza demografica della città oltre un decennio fa ha invertito la rotta iniziando la fase di crescita e rallentando il processo di invecchiamento. Di riflesso tutti i fenomeni demografici in genere hanno comunque fortemente risentito di questa massiccia immigrazione. Oltre alla femminilizzazione della popolazione, di cui si è ricordato sopra e alla ripresa della natalità grazie al contributo dei genitori stranieri, si è registrato a Terni un abbassamento dell’età  media delle madri al parto (è di 34 anni quella delle italiane di 5 anni più bassa quella delle straniere) e una forte diminuzione dei matrimoni, soprattutto religiosi, 63% in meno rispetto al 2000 con un incremento però dei matrimoni misti (+25%) soprattutto quelli in cui uno dei due coniugi è straniero). Sul versante dei matrimoni è notevolmente cresciuta, rispetto all’inizio del secolo, anche l’età dei coniugi: lo sposo nel 2000 arrivava al matrimonio a 32 anni e mezzo attualmente a poco meno di quaranta, stesso discorso per la sposa da 29,7 anni a 35. La comunità rumena ancora in crescita, gli albanesi e i polacchi tornano a casaRispetto alla sola componente straniera la comunità più presente è quella dei rumeni, che rappresentano oltre il 34% dl complesso degli stranieri, seguita a distanza dagli albanesi ucraini, indiani e filippini. Risiedono a Terni 4321 rumeni in crescita continua negli ultimi anni, Gli albanesi che fino all’inizio degli anni 2000 erano l’etnia più rappresentata da un paio di anni hanno invertito il flusso e lasciano la città per tornare nel proprio paese d’origine, stesso comportamento per i residenti provenienti dalla Polonia che risultano diminuiti rispetto al 2010 di oltre il 20%. In crescita costante tutti gli altri stranieri, in particolare è quasi raddoppiato, rispetto al 2010 in numero di residenti nigeriani. In sensibile aumento anche gli immigrati dal Pakistan, dalla Moldavia e dalla Bulgaria. I residenti stranieri sono più giovani rispetto a quelli di cittadinanza italiana, con un’età media di 33,7 anni e in questo caso gli uomini sono mediamente più giovani delle donne di ben 5 anni e mezzo. Per quanto riguarda la distribuzione tra i due sessi, si accentua ancora di più la forbice tra la componente maschile e quella femminile con un tasso di mascolinità pari a 71,8 il cui valore però si differenzia molto se si considera la nazione di provenienza. Si passa da 22, 5 ovvero quasi un maschio ogni 4 femmine nel caso degli ucraini, ai pakistani dove il numero dei maschi è più che doppio rispetto alle femmine Nella hit parade dei nomi primeggiano Emma e Sofia, Tommaso e LorenzoCome di consueto i Servizi Statistici hanno stilato anche quest’anno la classifica dei nomi più utilizzati tra i nati nell’anno. In generale gia da alcuni anni si evidenzia sempre più netta la tendenza modaiola anche per quanto riguarda la scelta dei nomi. Se fino alla fine degli anni ‘90 per qualche anno i nomi più scelti dai genitori rimanevano pressoché costanti, ultimamente cambiano in modo molto repentino e nomi che appena l’anno prima occupavano i primi posti della classifica l’anno successivo non si posizionano neppure tra i primi 10. Tra le bambine nate nell’anno il primato spetta a Emma ( 4° nel 2012)  seguita da Sofia, Giulia, Aurora, Elena e Anna. Maria che ancora è il nome più diffuso se si considerano tutti i residenti è stato scelto come nome per una sola nuova nata. In tutto per le neonate sono stati utilizzati 205 diversi nomi e 147 di queste hanno il proprio nome in esclusiva rispetto alle coetanee. Sempre di più sono i nomi di origini non italiane utilizzati non soltanto dai genitori stranieri. Tra i maschietti si prediligono nomi più classici che già da alcuni anni si mantengono in classifica. Tra i 147 nomi utilizzati dai genitori per i neonati in prima posizione, nel 2013, si attesta Tommaso (con 25 preferenze ) seguito da Lorenzo, Francesco (che è il nome più comune tra tutti i residenti), e Matteo. Sono 94 i nomi che appartengono ad un solo bambino e tra questi spicca l’elevato numero di quelli doppi e tra questi molti sono formati da nomi entrambi di origine no italiana. La stessa classifica, stilata a livello nazionale dall’Istat, rivela che il nome più utilizzato nel 2013 in Italia per i maschietti è Andrea e per le bambine è Francesca seguono subito dopo Luca, Marco e Francesco al maschile e Anna e Daniela per le femminucce. La presenza di stranieri ha ovviamente modificato la rosa dei nomi presenti in anagrafe, e compaiono nomi che finiscono con consonante o che comunque appartengono chiaramente a culture differenti, anche se molti dei genitori stranieri, quali ad esempio i cinesi, utilizzano per i loro figli nomi prettamente italiani. Al contrario i genitori marocchini, Indiani, pakistani tendono a dare ai propri figli nomi legati alla loro tradizione. Per quanto riguarda i nati rumeni, che sono la maggioranza, spesso i genitori utilizzano nomi doppi.A Terni, nonostante  vi siano circa 6.300 nomi maschili e 7.700 femminili differenti la distribuzione del numero di residenti secondo il nome rivela un’elevata concentrazione intorno ai primi 100 nomi in ordine di frequenza, fenomeno più spiccato per quelli maschili, i 100 nomi più frequenti complessivamente coprono quasi il 75% di tutti i nomi. Per i nomi femminili invece poco più del 50% delle residenti ha uno tra i primi 100 in classifica e sono invece ben 5.600 le residenti che detengono il proprio nome in esclusiva.Sia per i nomi maschili che femminili il primato di nome più lungo spetta ad un nome composto che conta in totale ben 32 lettere. Cinesi i quattro nomi femminili più corti formati da una sola sillaba di due lettere, mentre anche un albanese e un nigeriano tra i 5 residenti maschi con il nome di due lettere. I dati sui redditi in linea con quelli nazionaliMolto interessanti, come sempre, i dati sul reddito elaborati a partire dagli archivi delle dichiarazioni Ipef del Ministero dell’economia e delle finanze.A livello comunale i dichiaranti risultano essere 80.200 e il reddito medio dichiarato ammonta a €.20.053,16. Tra i dichiaranti prevalgono leggermente  i maschi (51%) i quali, sempre in media, detengono  il reddito più elevato  poco meno di 25 mila euro rispetto ai 15 mila delle donne. In linea con l’andamento nazionale, quasi un terzo dei contribuenti  dichiara tra i 15 e i 25 mila euro,  mentre soltanto lo 0,49% dichiara oltre 120 mila euro con una media di circa 197.000 euro pro capite. Molto alta anche la quota di chi dichiara meno di 10.000 euro. Si tratta di 22.270 contribuenti circa il 28% del totale. Se si considera un confronto territoriale, come negli anni passati il reddito della città di Terni risulta più elevato di quello del resto della provincia e anche di quello della Regione ( circa il 7% in più). Tale fatto si spiega però considerando che a Terni molti dei redditi provengono da lavoro dipendente e da pensione. Pensioni erogate in leggera diminuzione nel numeroA proposito di pensioni a Terni, come risulta dalla banca dati dell’Inps sono state erogate  oltre 39.700 pensioni tra vecchiaia, invalidità, superstite, sociali e invalidi civili. La maggioranza, pari al 46% di tutte le pensioni erogate, è rappresentata da quelle di vecchiaia seguite da quelle superstite 21%. Le pensioni sociali sono la categoria che incide di meno (4,6%) del totale.  Considerando la serie storica, il numero di pensioni erogate negli ultimi anni è leggermente diminuito (nel 2000 erano 40.554) ma vi sono stati andamenti diversi a seconda della tipologia: L’incremento maggiore si è avuto per le pensioni di vecchiaia che in vent’anni risultano essere il 35% in più, mentre sono diminuite significativamente le pensioni di invalidità che sono più che dimezzate. L’importo medio mensile per il 2013 è pari a € 902,71 in lieve crescita rispetto all’anno precedente.  Imprese, aumentano le società di capitaleFacendo riferimento agli archivi della CCIAA di Terni, per quanto riguarda l’universo delle imprese al 31 dicembre 2013, sul territorio comunale ne risultano attive 8.415 e le unità locali di impresa presenti sul territorio sono 10.509. Nel contesto provinciale le imprese ternane pesano quasi per il 45% con percentuali ancora più alte per le attività dei servizi. Il settore che conta il maggior numero di unità locali è il commercio. Negli ultimi anni, ovvero dal 2010 i settori che hanno perso di più sono stati quello delle costruzioni e delle attività manifatturiere mentre un forte incremento si è avuto nel settore della produzione  e distribuzione di energia elettrica gas e acqua a seguito della liberalizzazione del mercato e nell’ambito della sanità e dei servizi sanitari e nei servizi di alloggio e ristorazione.Considerando la forma giuridica delle imprese, continuano ad aumentare le società di capitale e tale rafforzamento è presumibilmente un processo accentuato dalla crisi: le aziende si strutturano meglio e per resistere assumono forme giuridiche più forti senza accollarsi però eccessivi rischi di capitale. In ogni caso, il peso delle società di capitali è cresciuto ma rimane comunque inferiore sia alla media italiana che del Centro Italia. In calo, sempre per effetto della crisi, invece le ditte individuali che comunque rappresentano sempre oltre il 55% delle imprese ternane.Per quanto riguarda le imprese artigiane sono 2.328 anch’esse in calo generalizzato rispetto al 2010. In collaborazione con i Servizi Statistici della Direzione Sviluppo Economico del Comune di Terni. Tutti i dati sono consultabili nel sito web del Comune di Terni nell'area tematica Economia, Sviluppo e Statistica