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“Vicenda impianto Terni Est in mano all’avvocatura”

(ufficio stampa) - “Sull’impianto di calcio di via Terni Est al momento il comune non può agire, né sul fronte della richiesta di denaro alla società concessionaria, né di revoca della convenzione in atto. Non per questo siamo fermi, il comune è al lavoro per dipanare una  vicenda è molto articolata  che è al vaglio dell’avvocatura comunale. Prima dell’azione del comune occorre definire la controversia giudiziale in corso tra Comune e istituto di credito sportivo, attivatasi dopo che la società sportiva  concessionaria non ha tenuto fede agli impegni economici”,  sono questi i passaggi essenziali della risposta nel question time di questa mattina, da parte dell’assessore al Patrimonio, Orlando Masselli
L’amministratore comune ha risposta a una interrogazione del consigliere Francesco Filipponi (Pd) che – dopo una minuziosa ricostruzione della vicenda presa il via nel 2011 –  in sostanza chiedeva: “Se l’amministrazione comunale intenda porre in essere azioni nei confronti della situazione dell’impianto di Terni Est.
In particolare la volontà o meno di formalizzare una richiesta all’Asd Terni Est di corresponsione all’ente 604.482,03 euro; di avviare il procedimento volto al recupero del possesso dell’impianto sportivo con dichiarazione di decadenza della concessione in diritto di superficie;  la pubblicazione – dopo il rientro in possesso della struttura - di un nuovo bando di concessione”. 
La risposta di Masselli: “Tema complesso sul quale si fa gran parlare anche a sproposito. Nulla da ridire, però,  sulla ricostruzione del consigliere Filipponi. 
Solo dopo il pagamento al credito sportivo il comune potrà fare ingiunzione alla società sportiva. Abbiamo chiesto un parere all’avvocatura comunale e c’è stato un primo riscontro del 22 luglio: l’esercizio al diritto di regresso nei confronti del debitore è possibile soltanto dopo l’avvenuto pagamento all’Istituto per il credito sportivo da parte del Comune di 604 mila 482 euro; la notifica l’abbiamo ricevuta dall’Ics per quella somma e su questa richiesta pende un giudizio davanti al tribunale civile di Roma in merito alla contestazione dell’amministrazione sull’operatività della fidejussione a suo tempo prestata nel 2011. La prima udienza ci sarà  il 24 novembre 20212”. 
“Il 22 luglio 2011 l’impianto è stato concesso a titolo oneroso in diritto di superficie alla società che, dunque, è proprietaria superficiale dell’immobile. La scadenza è fissata al 21 luglio 2041 e per tutta la durata contrattuale il concessionario deve ottemperare agli obblighi di convenzione. L’avvocatura sta studiando se c’è possibilità di revoca. Va anche detto che il 14 luglio 2021 è arrivato il pignoramento da parte dell’Ics della proprietà superficiaria dell’impianto a carico della Terni Est in forza di un altro mutuo che era stato stipulato per la costruzione della struttura. L’avvocatura – ha aggiunto Masselli – sta valutando l’eventualità di opporsi perché è un bene appartenente al patrimonio comunale indisponibile e per loro natura non possono essere pignorati».
Filipponi si è detto non soddisfatto: “Do atto all’assessore di una risposta puntuale, ma il contenuto è preoccupante.
Probabilmente si tratterà per l’amministrazione di un bagno di sangue perché ci sono i 604 mila euro della fidejussione escussa e del conseguente decreto ingiuntivo: in caso di soccombenza il Comune dovrà sostenere questa incombenza. C’è poi il secondo mutuo acceso dalla Terni Est per il quale c’è un avviso ai creditori per notifica di un pignoramento: riguarda la garanzia di un mutuo da 302 mila euro con ipoteca iscritta da 604 mila euro. Complessivamente è in ballo oltre un milione e 2”. 

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