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"Terni seppe rialzarsi dalla distruzione delle bombe della guerra"

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Il vicesindaco: "L' 11 agosto '43 l'inizio di pagine drammatiche che la città fu capace di voltare"

Data di pubblicazione:

11 Ago 2026 12:42

Tempo di lettura:

3 min

Tagliavento

Descrizione

(ufficio stampa) - Sentita cerimonia questa mattina a piazza San Francesco per ricordare la ricorrenza del primo bombardamento di Terni e tutte le vittime delle incursioni aeree che funestarono la città nel corso della Seconda guerra mondiale.

Alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, i rappresentanti delle associazione combattentistiche e d’arma, dell'Anpi, delle organizzazioni sindacali, dei partiti, il vicesindaco Paolo Tagliavento ha tenuto un discorso commemorativo:

"Oggi ci ritroviamo insieme per ricordare una delle pagine più drammatiche della storia della nostra città. L'11 agosto 1943, con il primo bombardamento aereo, iniziò per Terni un lungo periodo di sofferenza che avrebbe segnato profondamente la vita della nostra comunità. Da quel giorno la città fu colpita 108 volte, subendo devastazioni che ancora oggi rappresentano una delle ferite più profonde della nostra memoria collettiva. I numeri, da soli, raccontano la portata di quella tragedia: 1.018 sono state le vittime su una popolazione di appena 45.000 abitanti. Significa che quasi ogni famiglia ternana fu toccata dal dolore, dalla perdita di una persona cara, dalla distruzione della propria casa o la perdita del proprio lavoro.
Terni pagò un prezzo altissimo, la presenza del suo importante polo industriale la rese un obiettivo strategico durante tutto il secondo conflitto mondiale. Ma insieme agli impianti industriali furono colpiti quartieri, scuole, chiese, infrastrutture. Furono colpiti soprattutto i cittadini: uomini, donne, anziani e bambini, persone innocenti che videro la propria quotidianità trasformarsi improvvisamente in paura, macerie e lutto.
Oggi il nostro primo pensiero va a loro. Alle vittime innocenti, ai feriti, agli sfollati, a tutte quelle famiglie che hanno vissuto il dramma della guerra sulla propria pelle. A loro dobbiamo il rispetto della memoria e la gratitudine per il sacrificio che, loro malgrado, hanno sopportato.
Ma ricordare non significa soltanto guardare al passato. Significa comprendere quanto sia preziosa la pace e la serenità, e di quanto sia importante difenderla ogni giorno. La memoria è un patrimonio che ci appartiene e che abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni, affinché comprendano il valore della libertà, della democrazia e della convivenza tra i popoli. Dopo quella devastazione, Terni seppe rialzarsi. Lo fece grazie alla determinazione e alla forza dei suoi cittadini, delle famiglie, e al lavoro di uomini e donne che, con sacrificio e dignità, ricostruirono una città che sembrava perduta.
Ed è proprio questa la più grande eredità che ci hanno lasciato: la capacità di trasformare il dolore in speranza, la distruzione in rinascita, la paura in coraggio. Questa è l'identità della nostra città. Una comunità che non si è mai arresa, che ha saputo ricostruire non solo gli edifici, ma anche il proprio tessuto sociale, mantenendo vivi quei valori di solidarietà, operosità e senso di appartenenza che ancora oggi rappresentano il cuore di Terni.
Oggi, 11 agosto non è soltanto una data del calendario. È una giornata che ci richiama alla responsabilità di custodire la memoria e di farne uno strumento di educazione civile. È il momento in cui la nostra comunità si ritrova unita per dire che il sacrificio di quelle oltre mille persone non sarà mai dimenticato.
Come istituzioni abbiamo il dovere di mantenere viva questa memoria, non come semplice esercizio commemorativo, ma come impegno concreto a costruire una società sempre più giusta, solidale e capace di ripudiare ogni forma di guerra e di violenza.
Nel ricordare il primo dei 108 bombardamenti che colpirono Terni, oggi ci teniamo a rendere omaggio a tutte le vittime e a tutti coloro che contribuirono, con il loro coraggio e il loro lavoro, alla rinascita della nostra città. Che il loro esempio, e il loro crederci,  continui a guidare il nostro cammino e quello delle future generazioni".

Ultimo aggiornamento: 11/08/2026, 15:32

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