Descrizione
(ufficio stampa) - L’inflazione a Terni a settembre sale ancora e si porta a +5% dal 3,9% di agosto, un valore mai più raggiunto dal settembre 2023. I servizi statistici comunali hanno diffuso il bollettino dell'andamento dei prezzi di settembre (vedi allegato).
In crescita anche l’inflazione a livello nazionale che passa da +3,3 a +4,2% di settembre. A pesare maggiormente sulle famiglie sono i prodotti “ad alta frequenza di acquisto” che impattano sui consumi abituali e necessari (+5,8% l’inflazione per questa categoria di beni) Si tratta tipicamente di alimentari, prodotti per la cura della persona e della casa, carburanti, trasporti, ristorazione e altri beni/servizi di uso corrente, cioè voci acquistate con elevata regolarità dalle famiglie. Ma a determinare questa fiammata inflattiva che coinvolge non solo l’Italia e le sue città, non sono tanto i prodotti della divisione alimentari e bevande analcoliche, come avvenne nel 2023, quanto le tariffe della divisione Abitazione, acqua elettricità, gas e altri combustibili (+10,9%) e i carburanti del capitolo Trasporti (+8,8%).
La verdura rincara molto di più rispetto alla frutta: +11,6% se confrontata con settembre 2025 contro il +1,3% del prezzo della frutta. Tale andamento risente anche delle modifiche nelle abitudini alimentari delle famiglie per le quali il consumo di verdura rimane molto alto mentre diminuisce quello della frutta.
Con la ripresa delle attività autunnali si sono rilevati aumenti in diverse palestre, piscine altri impianti sportivi e abbigliamento e attrezzatura sportiva.
