Descrizione
(ufficio stampa) - "La grande calura che stiamo vivendo deve suggerirci un’urgenza rispetto alla quale non possiamo più permetterci né l’inerzia né soluzioni vecchie come quello previsto dal piano strade da 30 milioni. Il grande caldo non è più un fenomeno occasionale, è ormai entrato stabilmente nella realtà delle nostre città.
Gli ultimi venti anni - dichiara il capogruppo di Fdi Roberto Pastura - li abbiamo persi tra ideologia e negazionismo, ma esiste una terza strada: una visione antropocentrica della sostenibilità, che faccia dell’eco-design e della rigenerazione urbana veri strumenti di pianificazione, mettendo al centro l’uomo, la salute, la qualità della vita. Vitoria-Gasteiz, in Spagna, ha costruito una vera strategia di infrastrutture verdi urbane collegando tra loro parchi, alberature e aree naturali. Leuven, in Belgio, sta lavorando sulla de-impermeabilizzazione trasformando il modello stesso delle strade.
Questi esempi, insieme a tanti altri. dimostrano che anche a Terni dobbiamo smettere di pensare al verde come semplice arredo urbano. Non serve a nulla piantare alberi solo per poter dire quanti ne sono stati piantati.
Dobbiamo costruire veri corridoi d’ombra. occorre aumentare le superfici permeabili, realizzare rain garden e aiuole drenanti, utilizzare pavimentazioni capaci di assorbire parte delle precipitazioni e creare sistemi di raccolta dell’acqua proveniente dai tetti e dalle superfici urbane.
L’acqua che cade violentemente durante poche ore va intercettata, infiltrata dove possibile e accumulata, anche attraverso serbatoi e vasche interrate e protette dall’evaporazione, per poter essere successivamente riutilizzata.
Proprio per questo che il tema si deve inserire nel grande piano annunciato da questa Amministrazione di rifacimento delle strade della nostra città. Il programma prevede investimenti superiori ai 30 milioni di euro, interessando circa 124 chilometri e 1,6 milioni di metri quadrati di superficie stradale è una dimensione tale da poter cambiare realmente una parte significativa della città.
Se spendiamo 30 milioni per rifare le strade esattamente come erano prima commetteremmo un errore imperdonabile e i cui effetti saranno irrecuperabili. Ogni strada sulla quale interveniamo dovrebbe essere studiata anche rispetto al drenaggio delle acque, alle superfici permeabili, alle alberature, all’ombreggiamento, ai materiali utilizzati e alla mobilità pedonale e ciclabile. Non possiamo investire risorse enormi ricorrendo all’indebitamento per ricostruire semplicemente la città di ieri.
Per questo ritengo necessario costruire un Piano Adaptive Terni 2035 per l’adattamento e la rigenerazione urbana partendo innanzitutto da una mappatura delle isole di calore e delle aree maggiormente vulnerabili della città.
Serve mettere intorno allo stesso tavolo Comune, Provincia e tutte le istituzioni competenti, ordini degli architetti, ingegneri, agronomi e geologi, Università, professionisti, aziende dei servizi pubblici, associazioni, categorie economiche e tutte quelle competenze che Terni possiede già. Un lavoro che dovrà avere una continuità con le Amministrazioni future affinché non se ne disperdano i benefici.
Una città capace di utilizzare l’acqua invece di disperderla, di utilizzare gli alberi per creare ombra e non per arredare una fotografia, di progettare strade e piazze pensando alle condizioni climatiche dei prossimi trent’anni e non a quelle degli ultimi trenta.
Le esperienze europee dimostrano che è possibile, le soluzioni ci sono, le competenze anche. Quello che non abbiamo più, invece, è il tempo per rimandare; pertanto, nel prossimo Consiglio presenterò un atto di indirizzo quale primo spunto operativo per avviare un progetto ambizioso e non più procrastinabile".
