Descrizione
(ufficio stampa) - "In merito alla mancata partecipazione del Comune di Terni alla prima finestra del bando regionale da 6 milioni di euro per gli asili nido, è necessario ristabilire la realtà dei fatti per evitare facili e strumentali polemiche.
L’Amministrazione - dichiara l'assessora alla Scuola Tiziana Laudadio - non ha snobbato i fondi, ha operato una scelta improntata alla massima prudenza amministrativa, nel rispetto delle procedure e alla tutela dei conti pubblici. L'avviso della Regione Umbria, finanziato con risorse comunitarie del Fondo Sociale Europeo Plus, porta infatti con sé vincoli strutturali ben precisi che non possono essere ignorati.
Il primo e più importante limite riguarda la natura stessa del finanziamento. Come stabilito dalle regole di gestione dei Fondi europei, queste risorse sono destinate esclusivamente all'abbattimento o all'esonero delle rette a favore delle famiglie per i nuovi servizi. Non possono in alcun modo essere utilizzate per finanziare le spese stabili del personale educativo. Di conseguenza, tutti i costi necessari a garantire il rapporto educatore-bambino, previsto dalla legge sui posti aggiuntivi, rimangono interamente a carico della spesa corrente del bilancio comunale, che deve fare i conti con i rigidi tetti e i vincoli di programmazione del personale dell'ente.
A questo si aggiunge il fatto che il contributo regionale è strettamente vincolato al finanziamento dei soli nuovi posti attivati in eccedenza rispetto allo storico dell'anno precedente, escludendo la copertura dei posti ordinari già esistenti. Una simile impostazione rischia di generare evidenti disparità di trattamento tra le famiglie della nostra città, agevolando i nuovi ingressi e lasciando indietro le conferme.
Un ulteriore elemento di chiarezza riguarda i nidi comunali in via di esternalizzazione. La normativa della manifestazione d'interesse parla chiaro: in caso di concessione a terzi, la domanda di finanziamento deve essere presentata direttamente dal nuovo soggetto gestore già insediato e non dal Comune. Le tempistiche di pubblicazione della gara rispondono alla necessità di garantire gli indirizzi politici, la massima trasparenza e la qualità del servizio, criteri che non possono essere sacrificati per inseguire scadenze estive anticipate in poco tempo peraltro, senza avere la possibilità di interventi né sul consolidato né sulla programmazione, come evidenziato da altri Comuni. Accelerare l'iter in modo forzato non avrebbe comunque conferito all'Amministrazione il titolo giuridico per richiedere i fondi su quelle specifiche strutture. Partecipare senza requisiti (posti in più rispetto all'anno precedente) o senza personale educativo finanziato in modo strutturale (per evitare ovviamente precariato) o per asili nido la cui titolarità della domanda spetta per legge ai futuri concessionari, non è sostenibile né ragionevole.
Però la partita non è chiusa. Come la stessa Regione ha ufficializzato, a dicembre si aprirà una seconda finestra del bando nata proprio per consentire ai Comuni di calibrare i requisiti richiesti e superare le criticità iniziali, confidando nel recepimento da parte della Regione delle condizioni effettive che sono alla base per avere nuovi posti asili nido, ovvero il personale educativo, la cui copertura di spesa non può essere temporanea".
