Descrizione
(ufficio stampa) – Il Consiglio comunale ha approvato oggi la delibera che riguarda la variante urbanistica dell’immobile denominato “Torre – il Tulipano” di Via Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Votanti 21 favorevoli, 4 contrari, 3 astenuti
Con la approvazione della delibera l’Amministrazione adotta la variante parziale alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale proposta dalla Ditta Marcangeli Giunio s.r.l. per l’immobile, che è localizzato tra lo svincolo di Terni del raccordo autostradale e la ferrovia Terni - Umbertide, in un’area urbana completamento destinata alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
L’istanza presentata dalla Ditta Marcangeli mediante procedimento ordinario, consiste in una richiesta di “variante agli strumenti urbanistici per “estensione della destinazione d'uso turistica ricettiva prevista dalle N.T.A. - Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale - all'intero complesso edilizio” modificando le precedenti che prevedevano invece, tra le destinazioni d’uso ammesse “destinazione residenziale per la torre principale del complesso in un rapporto di 70% residenze e 30% uffici-direzionale”.
L’istanza di variante urbanistica adottata – si legge infine nel documento - risponde alla necessità documentata di localizzazione di una attività di fatto non delocalizzabile rispetto al complesso immobiliare motivandone gli interessi generali con:
a) un interesse diretto quale l’investimento privato in attrezzature turistico ricettive di tipologia non presente in una parte della città naturalmente destinata alla accoglienza in quanto fulcro di tutte le direttrici stradali più importanti che collegano terni;
b) un interesse indiretto che si prefigura come un consolidamento della presenza e degli interessi di una realtà produttiva di grande solidità in grado di proporre investimenti nel nostro territorio e aumento dei livelli occupazionali.
c) un rispetto dei requisiti oggettivi e soggettivi richiesti dalle norme vigenti costituiti dalla dimostrata carenza di aree disponibili della zona, dalla impossibilità di realizzare una nuova localizzazione senza ulteriore consumo di suolo e dalla riqualificazione di volumi esistenti e non utilizzati.
