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"Sulla rottamazione i dati della Bordoni sono incompleti"

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Pastura (Fdi): "Mancano i numeri che riguardano il periodo del Covid"

Data di pubblicazione:

07 Ott 2026 15:10

Tempo di lettura:

2 min

taglio tasse

Descrizione

(ufficio stampa) - "Il 30 giugno l’assessore al Bilancio Michela Bordoni aveva assicurato che entro settembre sarebbero stati disponibili i dati necessari a valutare la sostenibilità della definizione agevolata. Nella riunione del 6 ottobre con le associazioni di categoria - dichiara il capogruppo di Fdi Roberto Pastura -  sono stati prodotti numeri aggregati che non rispondono alla domanda posta da mesi, ossia quale intervento può permettersi il Comune per sostenere cittadini e imprese a regolarizzare i debiti maturati negli anni del Covid?
Ciò a cui assisto è il perpetrare un metodo sbagliato che continua a far perdere tempo e lascia irrisolta la questione.
Oggi sappiamo solo che circa 3 milioni di euro di incassi previsti nel 2026 da sanzioni, interessi e maggiorazioni avrebbe un impatto rilevante per il bilancio, ma il totale degli incassi non coincide automaticamente con il costo della misura. Per stabilirlo occorre individuare quali debiti sarebbero interessati, a quali annualità appartengano e quanto il Comune preveda effettivamente di riscuotere su quelle specifiche posizioni.
Usare un numero complessivo per dichiarare insostenibile un intervento circoscritto significa arrivare alla conclusione senza aver svolto l’analisi necessaria.
Una rinuncia generalizzata a entrate di quella dimensione porrebbe evidenti problemi di equilibrio finanziario ma la mia proposta, ribadita più volte, riguarda principalmente le annualità 2020 e 2021ed è su questo perimetro che chiedo una valutazione seria.
Parliamo degli anni in cui famiglie, lavoratori e imprese hanno affrontato un’emergenza senza precedenti. Attività sospese, ricavi venuti meno, incertezza persino su ciò che sarebbe accaduto il giorno successivo. In quel contesto, per molte persone e molte imprese anche il pagamento dei tributi è diventato una difficoltà concreta. Affrontare oggi quelle posizioni significa verificare se sia possibile favorire il pagamento del debito originario alleggerendo il peso degli accessori e salvaguardando gli equilibri dell’Ente.
Per farlo servono dati distinti per annualità di riferimento, tipologia di tributo o altra entrata, quota capitale, sanzioni, interessi e maggiorazioni. Serve distinguere persone fisiche e persone giuridiche, identificando anche le ditte individuali, per comprendere correttamente il peso dei debiti su famiglie e attività economiche. Servono, infine, gli incassi attesi sulle posizioni interessate e una simulazione degli effetti della definizione agevolata, comprese le eventuali rateizzazioni.
Dopo oltre tre mesi dall’impegno assunto il 30 giugno, il rinvio a un ulteriore incontro il 22 ottobre non può tradursi nell’ennesimo confronto privo degli elementi indispensabili per decidere".
 

Ultimo aggiornamento: 07/10/2026, 15:16

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