Descrizione
(ufficio stampa) – “Il tavolo di confronto sul futuro della Moplefan che si è svolto ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico Sergio Cardinali – è partito dall'analisi del presente per ipotizzare scenari futuri.
L'esperto in crisi di impresa Francesco Angeli, nominato dalla Camera di Commercio di Perugia per la gestione della fase transitoria finalizzata alla ripartenza dell'azienda, ha fatto il punto sullo stato della procedura di composizione negoziata della crisi, una crisi reversibile che non vede l'azienda in una condizione di insolvenza.
Fondamentale l'esito dell'udienza pubblica fissata per l'11 febbraio al tribunale di Terni quando verrà valutata la congruità del piano strategico presentato dal commissario Angeli al quale il giudice affiderà una serie di compiti di sorveglianza, tra cui l'aggiustamento del piano industriale. I prossimi quattro mesi saranno cruciali per migliorare l'equilibrio economico dell'azienda e ripristinare una condizione di liquidità necessaria alla ripartenza delle produzioni.
La situazione richiede ancora non soltanto l’attenzione della politica, ma sostegno e risposte concrete. Esiste un’emergenza salariale da fronteggiare che vede i lavoratori sempre più in difficoltà anche per i mancati pagamenti delle mensilità arretrate e della tredicesima. L’iter di proroga degli ammortizzatori sociali per il 2026 è appesantito dalle esigenze di integrazioni documentali che rallentano l’approvazione ministeriale. Proprio nei prossimi giorni ci sarà la nuova verifica dell'ispettorato del lavoro di Terni della documentazione aggiornata.
Il tavolo ha messo in evidenza l'importanza della composizione societaria che deve prevedere l'ingresso di un nuovo investitore funzionale alla partecipazione di Invitalia.
Da parte del Comune di Terni c’è vicinanza e sostegno ai lavoratori e tutto l’impegno possibile ad esercitare un ruolo di pressione affinché la situazione si sblocchi con interventi immediati che evitino la chiusura definitiva. Siamo consapevoli che si tratta di una situazione complessa che, se irrisolta, rischia di ingenerare un effetto domino per tutte le altre aziende del polo chimico. L’uscita dalla crisi va supportata dalle istituzioni, a partire dal ruolo determinante del Ministero che deve sbloccare i fondi pubblici attesi ormai da troppo tempo”.
