Descrizione
(ufficio stampa) - "Dopo il deposito dell'atto di indirizzo in consiglio comunale - il consigliere Guido Verdecchia - alzo il livello dell'iniziativa istituzionale e invio una lettera aperta ufficiale alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, trasmettendole formalmente il documento protocollato a Palazzo Spada per chiedere un suo intervento diretto sui vertici dell'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.
Mentre il Consiglio Comunale farà la sua parte sul piano della sanità pubblica, con la prossima discussione dell'atto di indirizzo che ho presentato durante l'ultimo consiglio comunale, la chiave per accendere finalmente la Culla per la Vita di via Linda Malnati 8 oggi è nelle mani della Regione Umbria, da cui dipende la direzione generale dell'Ospedale Santa Maria.
È lì che resta bloccata l'autorizzazione alla sottoscrizione del protocollo di collegamento alla rete emergenziale, unico vero ostacolo che tiene spenta da oltre tre anni una struttura salvavita pagata dalla generosità dei ternani, dal Movimento per la Vita, dalla Fondazione Carit, dall'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni e ospitata nei locali di Ater Umbria. Con estremo garbo istituzionale ma con altrettanta fermezza ho voluto porre alla presidente Proietti una questione di coerenza e di giustizia territoriale. Lo scorso 22 ottobre l'assemblea legislativa ha approvato la legge sul Fine Vita, imponendo alle aziende sanitarie umbre commissioni e tempi certi per accompagnare la morte volontaria. È inaccettabile che la stessa sanità regionale non trovi da tre anni il modo di firmare un protocollo per salvare dei neonati a Terni, tanto più che a Perugia la Culla per la Vita è stata regolarmente riattivata lo scorso 1° luglio grazie al collegamento con il 118. Sappiamo quanto la presidente Proietti sia attenta ai temi della tutela della vita e delle fragilità. Per questo le chiediamo di non attendere i tempi lunghi della burocrazia e di dare subito un indirizzo chiaro alla direzione generale dell'Ospedale di Terni affinché quel protocollo venga firmato immediatamente. Si tratta di un atto di valore inestimabile per il diritto alla vita e per la dignità della nostra città».
