Descrizione
(ufficio stampa) - "L'appello lanciato ieri dai vertici del Gruppo Arvedi AST non deve essere letto come una minaccia, ma come un forte richiamo alla realtà rivolto all'intera classe dirigente umbra e nazionale. Di fronte al rischio di ricadute sull'occupazione e sulla continuità del polo siderurgico a causa dell'insostenibilità dei costi energetici, la risposta delle Istituzioni - dichiara il consigliere comunale Guido Verdecchia - non può essere la divisione".
"Annuncio il deposito di un'interrogazione urgente rivolta all'Amministrazione cittadina. Assistiamo con preoccupazione a un dibattito acceso e poco produttivo tra i diversi livelli istituzionali, con rimpalli di responsabilità sull'attuazione dell'Accordo di Programma del 2025. In questo momento la città di Terni non ha bisogno di cercare colpevoli, ma di trovare soluzioni rapide ed efficaci per tutelare i 2.300 lavoratori diretti e il vitale indotto del nostro territorio. A Taranto vediamo i risultati tragici delle indecisioni prolungate; Terni non può permettersi un simile destino".
"Invito il Sindaco Bandecchi - prosegue Verdecchia - a farsi garante e capofila di un'azione istituzionale congiunta. Dobbiamo essere consapevoli che il fondamento su cui poggia l'intera stabilità economica di Terni è l'Ast. Non vi è opera pubblica che possa lenire la ferita di una potenziale crisi siderurgica. Ho chiesto ufficialmente all'Amministrazione di promuovere un tavolo di lavoro coeso e super partes, chiedendo l'immediata convocazione del comitato esecutivo presso il Ministero. Dobbiamo portare a Roma una voce unica: quella di una città che, al di là delle appartenenze partitiche, rivendica il diritto di veder applicato l'Accordo di Programma, di sbloccare il nodo del credito d'imposta per il rottame e, soprattutto, di poter contare sull'energia della Centrale di Galleto per salvaguardare il proprio tessuto produttivo. Solo uniti possiamo difendere l'acciaio ternano".
