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"Sui temi dello sviluppo e dell'innovazione non si vede il Comune"

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Patalocco (Pd): "Occorre sfruttare l'area di crisi e la Zes. Il ruolo degli incentivi e della formazione"

Data di pubblicazione:

07 Apr 2026 13:09

Tempo di lettura:

4 min

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(ufficio stampa) - "Terni ha davanti a sé un passaggio cruciale: le nuove sfide che coinvolgono l’Europa nel suo complesso date dalla globalizzazione, dalla crescita delle economie emergenti e da fenomeni esogeni quali il cambiamento climatico e le guerre in corso, coinvolgono in maniera importante la città dell’acciaio nella quale insistono numerose multinazionali che sono interessate da questi fattori sovranazionali. Il contesto generale nel quale ci troviamo _ dichiara il consigliere comunale del Pd Leonardo Patalocco - pone le realtà che compongono il tessuto economico locale davanti ad una rivoluzione dei fattori produttivi che imporrebbe investimenti massicci in quelle parti della filiera produttiva ad alta innovazione e ad alto valore aggiunto (ricerca e sviluppo, brevetti, digitale, capitale umano) nelle quali, tuttavia, L’Umbria è al 14esimo posto in Italia. Ciò ha come conseguenza una bassa produttività, un basso valore aggiunto per occupato e un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro che impone anche di riflettere sul livello della formazione dei nostri giovani talenti.

Alcuni dati testimoniano che Terni soffre ancora di più: le previsioni per il 2026 stimano una crescita del PIL provinciale intorno allo 0,49%, leggermente inferiore alla media regionale (0,66%) e nazionale (0,7%). La redditività Industriale è senz'altro il punto critico, nonostante la manifattura pesi per il 47% dell'economia locale. l'Ebitda industriale (il margine operativo) fermo al 4,6% (sensibilmente più basso della media umbra di 8,3% e nazionale) ci dice che a Terni si produce molto ma si guadagna meno che altrove.

Terni, inoltre, risulta sotto a Perugia in termini di numero di imprese attive nell’innovazione digitale e in termini di redditività delle stesse.

Fa eccezione in questo contesto il rilancio di AST-Arvedi per la decarbonizzazione: il Polo Siderurgico, con uno stanziamento di 35 milioni di euro all'anno dal 2026 al 2028 tende a trasformare il sito in un modello di acciaio verde tramite l'efficienza energetica e l'uso di idrogeno, un passaggio fondamentale per mantenere la competitività internazionale del sito di viale Brin. Il progetto che ne emerge è sicuramente fondamentale per la sostenibilità del sito ma il suo effetto moltiplicatore sull'indotto e sull'economia cittadina è tutto da decifrare anche perché non si intravedono ad oggi le condizioni per sostenerlo.

In un territorio che fatica a sviluppare i presupposti necessari per una ripresa in termini di innovazione e di crescita economica, infatti, occorre individuare alcuni fattori primari sui quali concentrare gli investimenti, partendo innanzitutto dalla presa d’atto che la bassa produttività è principalmente dovuta non alla loro quantità ma alla loro tipologia: molto importante è allora concentrarsi sulle parti della filiera a più alto valore aggiunto, su macchinari evoluti e sul capitale umano.

In questo contesto il soggetto pubblico deve avere l’obiettivo di creare sinergie tra scuola, università, mondo del lavoro e dell’imprenditoria giovanile e deve emergere quale fornitore di servizi flessibili e veloci favorendo l’incontro tra gli attori locali e ottimizzando le infrastrutture materiali e immateriali.

A questi fini le amministrazioni locali devono quindi sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione quali, ad esempio, l’area di Crisi Terni-Narni dove sono stati presentati oltre 20 progetti imprenditoriali per investimenti superiori ai 30 milioni di euro senza ottenere risultati concreti e la ZES (Zona Economica Speciale) che offre crediti d'imposta per chi investe nel territorio rendendolo più attrattivo. Ad oggi non si vede il lavoro dell'amministrazione comunale di Terni che non ha promosso nessun investimento sul terziario e nessun piano concreto sul commercio denotando la mancanza di una strategia in grado di incentivare subito alcuni fattori quali politiche di incentivi alla decarbonizzazione, valorizzazione dell’idrogeno come fonte alternativa, progetti di ricerca e un adeguato sviluppo del relativo indotto, il tutto sostenuto da ricerca applicata con un forte investimento su università e formazione per formare figure dedicate con il fine di allineare domanda e offerta di lavoro e fornire ai nostri giovani talenti opportunità anche nel nostro territorio, invertendo cosi il trend drammatico che vede un saldo perennemente negativo tra i giovani laureati che tornano nella nostra regione e quelli che invece la lasciano (- 449 unità nel 2024).

Da questa ultima considerazione risulta evidente come non si possa prescindere quindi da una spinta al sistema della formazione dei nostri giovani, del sistema educativo in generale e all’innovazione. In questo senso la presenza dell'università e di altri processi di supporto risulta fondamentale e risulta condizione imprescindibile anche la realizzazione di un dipartimento nella nostra città che consenta di sviluppare gli aspetti tecnici, giuridici ed etici dell'intelligenza artificiale, di creare corsi di formazione universitaria, accademie e master its e ifts, con il fine di creare un humus territoriale adatto per l’emergere di nuove realtà imprenditoriali (Start-up) anche attraverso la nascita di hub dedicati e tecnologicamente avanzati".

 

Ultimo aggiornamento: 07/04/2026, 13:37

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