Descrizione
(ufficio stampa) - "L'elezione del sindaco di Polino, Remigio Venanzi, a presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune di Terni solleva - dichiarano i gruppi consigliari del Pd e del M5s - pesanti interrogativi sulla futura legittimità tecnica dell'organo di controllo dell'Ente. Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione di fronte al palese profilo di incompatibilità tecnica e giuridica che mina alla base il ruolo di garanzia che tale organo deve ricoprire e il suo presupposto essenziale: l'indipendenza.
L’art. 236 del TUEL, richiamando l'art. 2399 del Codice Civile, stabilisce criteri rigorosi per assicurare l'indipendenza del revisore, che deve essere il massimo garante della legittimità operativa in ambito economico finanziario dell'Ente. Nel caso di Venanzi, ci troviamo di fronte a una sovrapposizione di ruoli . Venanzi è già presidente del collegio sindacale di Terni Reti (dal 29/04/2025), società integralmente partecipata dal Comune di Terni. Il legame di controllo disciplinato dall'art. 2359 c.c. tra il Comune e la sua controllata rende tecnicamente incompatibile la contemporaneità degli incarichi. Come può il presidente dell'organo di revisione del Comune vigilare sulla regolarità della gestione della propria partecipata se ne presiede già l'organo di controllo interno?
Mentre gli altri due membri del Collegio sono stati regolarmente sorteggiati dalla Prefettura, la scelta del presidente è di natura puramente fiduciaria da parte della maggioranza. Questa nomina non risponde a criteri di terzietà, ma appare come il frutto di un'intesa politica tra il partito del Sindaco di Terni e Presidente della Provincia e una parte del centrodestra vicina alla Lega. Il Collegio dei revisori è chiamato a compiti delicatissimi: pareri sul bilancio di previsione, verifica degli equilibri, vigilanza sulla spesa e sull'indebitamento. Affidare la presidenza di questo organo a un profilo così contiguo all'attuale maggioranza e già presente con pari ruoli nelle partecipate comunali significa neutralizzare la funzione tecnica di controllo a favore di una fedeltà politica.
Sebbene esistano pareri (come quello della Corte dei Conti Emilia Romagna) che attenuano l'incompatibilità in caso di influenze non dominanti, nel caso di Terni la situazione è inequivocabile: Terni Reti è una società partecipata al 100% dal Comune di Terni. Secondo il combinato disposto dell'art. 236 del TUEL e dell'art. 2399 del Codice Civile, il legame di controllo totale tra l'Ente e la società rende le due cariche incompatibili. È assurdo che chi deve vigilare sulla regolarità contabile delle attività del Comune debba contemporaneamente controllare la gestione di una sua società in house.
Peraltro Remigio Venanzi riveste come noto anche la carica di Sindaco del Comune di Polino. Solo per questo, il buon senso e gli elementari criteri di opportunità e indipendenza sconsiglierebbero vivamente tali commistioni,
La trasparenza dei conti di Terni non può essere subordinata a dinamiche di appartenenza politica . Non permetteremo che la sostenibilità delle scelte amministrative sia messa a rischio da operazioni che ignorano le norme sull'indipendenza. Chiediamo che venga fatta immediata chiarezza sulla posizione di Remigio Venanzi e che si proceda a una nomina che garantisca realmente i cittadini di Terni, e non gli equilibri politici di Palazzo Spada".
