Descrizione
(ufficio stampa) - "In consiglio comunale - dichiara il gruppo consigliare del Pd - il sindaco ha portato in aula tre mozioni per istituire commissioni speciali d’indagine, costruite su basi giuridicamente fragili e politicamente fuorvianti.
Si tratta di atti che, oltre a richiamare un regolamento comunale non più vigente (con riferimento a un articolo ormai abrogato), risultano chiaramente estranei alle competenze delle Commissioni speciali così come definite dal nuovo Regolamento, in vigore da settimane.
Il punto è semplice: il nuovo art. 67 consente commissioni speciali solo sull’attività dell’Amministrazione comunale, in coerenza con l’art. 44 del TUEL. Non su vicende che riguardano soggetti terzi, né tantomeno su fatti privi di qualsiasi connessione con le funzioni del Comune.
Nonostante ciò, si è scelto deliberatamente di forzare il quadro normativo, piegando lo strumento delle commissioni a un uso improprio e istituzionalmente rischioso.
In aula abbiamo spiegato con chiarezza tutte le criticità, evidenziando i profili di illegittimità e i rischi per il corretto funzionamento delle istituzioni. Abbiamo anche avanzato una proposta seria e responsabile: trasformare gli atti in semplici atti di indirizzo, riportando la discussione su un terreno corretto e trasparente.
Proposta ignorata.
Per queste ragioni, il gruppo consiliare del Partito Democratico non ha partecipato alle votazioni su atti che riteniamo privi di fondamento regolamentare e, in alcuni casi, palesemente estranei alle competenze del Consiglio comunale.
Il risultato finale conferma la forzatura: una mozione emendata, una approvata senza modifiche e una ritirata dal sindaco, segno evidente della fondatezza delle nostre contestazioni.
Quando si piegano le regole per esigenze politiche contingenti, a perdere non è l’opposizione: è la credibilità delle istituzioni".
