Descrizione
(ufficio stampa) – “Le bollette per lo smaltimento dei rifiuti in Umbria sono tra le più care di Italia per la responsabilità della Regione dell’Umbria che non è stata mai in grado di mettere a punto un ciclo di trattamento dei rifiuti virtuoso ed economico.
Gli Umbri – dichiara il vicesindaco Riccardo Corridore – sono costretti a pagare bollette gravose nonostante i cittadini facciano il loro dovere, nonostante la raccolta differenziata sia al 70% come media regionale e con punte dell’80% a Terni.
Lo avevamo detto tre anni fa in campagna elettorale che occorreva chiudere con infrastrutture di nuova generazione il ciclo dei rifiuti e che le bollette sarebbero andate a crescere. Purtroppo l’attuale amministrazione di sinistra ha un approccio ideologico e datato, incentrato ancora sul conferimento in discarica, prassi altamente inquinante e antieconomica.
Dei primati dei costi e dei rincari i cittadini ne farebbero davvero a meno. La nostra regione si conferma, suo malgrado, ai vertici della classifica nazionale per il costo del servizio di igiene urbana. Il dato è certificato dal rapporto 2025 dell’osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. Un rapporto secondo il quale l’Umbria è la quinta regione più costosa d’Italia per la Tari.
Scorrendo i dati emerge che, mentre a livello nazionale l’aumento medio si ferma al 3,3%, in Umbria la crescita corre più veloce, toccando un +5,1% rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, una famiglia tipo – tre persone che vivono in una casa da 100 mq – sborsa mediamente 391 euro l’anno. Un dato che colloca il territorio umbro subito dopo le grandi regioni del Sud e il Lazio, rendendolo di fatto l’area più cara del centro-nord. A pesare sono i Piani economici finanziari (Pef) dell’Auri che hanno scaricato sulle tariffe gli adeguamenti inflattivi, i costi energetici e i conguagli degli anni passati.
Un meccanismo perverso che abbiamo più volte chiesto di interrompere. Chiediamo alla Regione dell’Umbria, in particolare all’assessore all’Ambiente, di abbandonare i toni e i contenuti della propaganda e di mettere mano a piani seri e credibili. Agli Umbri, ai Ternani non serve una demagogia miope e controproducente”.
