Descrizione
(ufficio stampa) - "Sulla rottamazione continuo a leggere dichiarazioni che confermano, purtroppo, come una certa demagogia da bar tenga ancora banco nella politica locale. Quando si affrontano temi che riguardano migliaia di cittadini e imprese - dichiara l'assessore al Bilancio Michela Bordoni - servirebbero studio, numeri e senso di responsabilità, non slogan costruiti per il titolo del giorno.Il punto è semplice: si continuano a confondere due piani completamente diversi. Da una parte ci sono gli strumenti straordinari di definizione agevolata, dall’altra una vera politica fiscale locale, che significa programmazione, prevenzione del contenzioso, sostenibilità del bilancio e capacità di aiutare il contribuente prima che si trovi schiacciato da accertamenti, sanzioni e procedure esecutive. È esattamente questo il punto che sfugge.
Noi il tema della rottamazione lo stiamo affrontando con serietà da mesi, non da oggi. Il 18 marzo, nel tavolo tecnico con Confcommercio e Snag, il Comune ha illustrato la cornice normativa, i margini applicativi e soprattutto le criticità che uno strumento di questo tipo presenta per un ente locale chiamato a garantire gli equilibri di bilancio e la continuità dei servizi. Ogni misura agevolativa va valutata alla luce dei suoi effetti reali, non delle convenienze propagandistiche del momento.
E i numeri, purtroppo, parlano chiaro. Il Sole 24 Ore del 26 giugno ha certificato che le rottamazioni succedutesi negli anni non hanno aumentato la riscossione totale, che il tasso di decadenza dai piani resta elevatissimo e che oltre 85 euro su 100 iscritti a ruolo sfuggono ancora al recupero. Continuare a presentare la rottamazione come panacea fiscale non risolve il problema: spesso lo rinvia e lo aggrava, perché alimenta l’attesa della sanatoria successiva e indebolisce la cultura dell’adempimento spontaneo.
La vera capacità politica è un’altra: mettere cittadini e imprese nelle condizioni di non arrivare al contenzioso e all’accertamento, consentire di conoscere per tempo la propria posizione, regolarizzarla prima che degeneri, rateizzare in modo sostenibile e sospendere le misure esecutive quando si avvia un percorso serio di rientro. È esattamente ciò che questa amministrazione ha fatto, modificando il regolamento, ampliando le possibilità di rateizzazione, lavorando sulla compliance e costruendo il Portale Unico del Contribuente come strumento concreto di fiscalità moderna e di prossimità.
Noi continueremo su questa linea di serietà: valutare gli strumenti quando sono utili, senza trasformarli in bandiere ideologiche, e costruire nel frattempo una fiscalità più equa, più leggibile e più sostenibile. Il resto è propaganda. E sui tributi la propaganda è il modo peggiore per affrontare un tema che richiede invece competenza, rispetto e responsabilità.”
Non è un caso che il governo Meloni non abbia posto una data di scadenza, proprio perchè il governo che vede Fdi in prima linea è consapevole del lavoro di studio che bisogna fare".
