Descrizione
(ufficio stampa) - "Negli ultimi mesi alcune parrocchie e realtà religiose del territorio ternano hanno ricevuto avvisi di accertamento IMU relativi ad annualità pregresse. Si tratta - dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia Roberto Pastura - di una questione che merita attenzione e soprattutto un approccio equilibrato, capace di distinguere con chiarezza tra situazioni effettivamente imponibili e casi in cui gli immobili sono destinati ad attività di culto o a iniziative sociali svolte senza finalità commerciali.
Proprio per questo stamani ho presentato un atto di indirizzo urgente con il quale si chiede al Comune di avviare una verifica tecnica puntuale sulle posizioni interessate e di aprire un confronto istituzionale con la Diocesi e con gli enti religiosi presenti sul territorio, al fine di chiarire le singole situazioni ed evitare applicazioni improprie della normativa.
Le parrocchie, infatti, non rappresentano soltanto luoghi di culto. In molti quartieri costituiscono veri e propri presìdi sociali; ospitano attività educative, sostengono famiglie in difficoltà, promuovono iniziative culturali e comunitarie e spesso intercettano bisogni che altrimenti ricadrebbero interamente sul sistema pubblico.
Per questo motivo alcune situazioni emerse negli accertamenti rischiano di assumere tratti paradossali. Abitazioni utilizzate per l’accoglienza dei senza tetto, spesso proprio su segnalazione degli stessi servizi sociali del Comune, potrebbero trovarsi a pagare l’IMU. Così come locali utilizzati per lo stoccaggio di generi alimentari destinati alla Caritas o di indumenti per le persone in difficoltà.
È evidente che vicende di questo tipo rischiano di generare un corto circuito tra norma e realtà.
Non si tratta di chiedere deroghe o trattamenti di favore. Al contrario, si tratta di applicare correttamente la legge. Il D.Lgs. n. 504 del 1992, che disciplina l’imposta comunale sugli immobili, stabilisce chiaramente l’esenzione per gli immobili utilizzati da Enti non commerciali per attività assistenziali, caritative, educative e religiose svolte senza finalità di lucro. Proprio per questo è necessario verificare attentamente che tali disposizioni vengano interpretate e applicate nel modo corretto.
Accolgo quindi con favore la disponibilità manifestata dall’Amministrazione comunale ad affrontare la questione con senso istituzionale, mettendo la politica al servizio di una soluzione ragionevole evitando che la burocrazia o cavilli procedurali finiscano per prevalere sullo spirito della norma e sul buon senso.
L’auspicio è che su un tema così delicato si possa aprire un confronto serio, responsabile e lontano dalle semplificazioni ideologiche, mettendo al centro l’interesse della città e il valore sociale di tante realtà che ogni giorno operano silenziosamente a sostegno delle persone più fragili.
