Descrizione
(Ufficio stampa) - “Ringrazio le parti sindacali - dichiara il sindaco Stefano Bandecchi - che oggi partecipano alla riunione necessaria ad affrontare in maniera condivisa e diretta la questione del personale del comune di Terni.
Voglio subito precisare che per il 2026 non cambia niente, ma detto ciò bisogna aprire un dibattito per capire la sostenibilità in ottica futura del personale del comune. Pochi anni fa i dipendenti erano il doppio. Oggi, con la metà dei dipendenti, il comune funziona lo stesso, non ci sono servizi che non funzionano, ma il dato va considerato e impone una riflessione. Se oggi ci fossero stati 1200 dipendenti invece che 600 ci sarebbero voluti 64 milioni di euro per pagarli, una cifra insostenibile. Il comune ha una liquidità di 100 milioni, con 85 che entrano con una cassa di 75 milioni e 10 milioni di anticipazione del Pnrr. Nella gestione complessiva dell'Ente dobbiamo considerare che ci sono una serie di aumenti dovuti all'innalzamento dei prezzi e dei costi di gestione.
Quando sono entrato in comune gli stipendi ammontavano a meno di 30 milioni, erano 27 milioni e siamo arrivati a oltre 32. Il comune non potrà sostenere nei prossimi anni, tenendo conto degli aumenti, più di 400 unità di personale. Dobbiamo ragionare sui dati e dobbiamo far tornare i nostri conti.
Dobbiamo iniziare a pensare a una possibile riorganizzazione del personale. In un’era poco virtuosa come quella attuale diventa difficile sostituire quelli che vanno in pensione. Abbiamo il dovere di chiederci cosa possiamo accorpare? Quali sono i servizi insostituibili?
Tanti sono gli elementi da analizzare per far funzionare il comune senza sprechi. Sgombriamo il campo da facili speculazioni, so che tanti dipendenti comunali fanno il loro dovere con professionalità, non sono contro la 104 che considero una norma dal grande valore in termini di evoluzione dei diritti. 104 e malattia sono diritti ma quando parliamo di forza lavoro dobbiamo considerarne anche le assenze.
Ho visto molta ipocrisia, io invece voglio aprire un dibattito sincero oggi, prima che diventi una esigenza emergenziale.
Possiamo negare gli aumenti a chi spettano? No, non possiamo punire alcuni per ricavare qualcosa per altri.
Nel 2027 saranno una cinquantina le unità che hanno presentato domanda per il collocamento in pensione. 15 da qui a fine 26. E al momento per il 28 una trentina di persone.
Noi dobbiamo sapere che arriveremo a 500 dipendenti tra due anni.
C’è da fare un piano.
Il problema è la tenuta della cosa pubblica che poi permettersi di pagare un tot n. di unità di personale.il costo del lavoro deve essere circoscritto a determinate spese.
Qual è il numero perfetto di personale per questo comune? Se non ci interroghiamo su questo non stiamo facendo il nostro dovere. Il mondo è cambiato e sta cambiando velocemente, dobbiamo organizzarci per rispondere nel migliore, per tenere insieme il livello dei servizi con quello della spesa”.
