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Il consiglio dice no alla riduzione delle scuole ternane

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Si chiede l'intervento del ministero. Le reazioni di Pd, Cinque Stelle e Francesco Ferranti

Data di pubblicazione:

30 Lug 2026 10:52

Tempo di lettura:

3 min

Scuola

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(ufficio stampa) - "Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione all’unanimità dei consiglieri presenti dell’atto di indirizzo sulla difesa della scuola pubblica e delle autonomie scolastiche, presentato congiuntamente dai gruppi consiliari del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle e costruito anche grazie al contributo di Alleanza Verdi e Sinistra.
L’atto impegna il sindaco e la giunta comunale ad attivarsi al ministero dell’Istruzione e del Merito per sostenere la soluzione transitoria proposta dalla Regione Umbria: mantenere, per l’anno scolastico 2026-2027, 131 autonomie scolastiche con 130 dirigenti e il ricorso a una sola reggenza.
Una soluzione ragionevole e immediatamente praticabile, che consentirebbe di evitare un accorpamento deciso a poche settimane dall’inizio delle lezioni, tutelando la continuità amministrativa, la programmazione didattica e il lavoro già svolto dalle comunità scolastiche.
Il voto favorevole di tutti i consiglieri rimasti in aula, compresi gli esponenti della maggioranza che sostiene il sindaco Stefano Bandecchi, rappresenta un risultato politico e istituzionale importante. Dimostra che, quando si mettono al centro studenti, famiglie, docenti e personale scolastico, è possibile superare le appartenenze e difendere insieme un interesse generale della città.
Proprio per questo appare ancora più grave la decisione dei consiglieri del centrodestra e del gruppo misto, con le sole eccezioni di Francesco Maria Ferranti e Roberta Trippini, di abbandonare l’aula e non partecipare alla votazione.
Di fronte alla possibilità concreta di difendere le autonomie scolastiche ternane, il centrodestra ha scelto di non assumersi alcuna responsabilità. Ha preferito non contraddire il Governo e il ministro Valditara, invece di schierarsi apertamente dalla parte delle esigenze della città.
Non servivano dichiarazioni di principio né ordini di partito. Serviva un voto chiaro. Ferranti e Trippini hanno scelto di restare in aula e di sostenere l’atto; gli altri hanno scelto di uscire.
La difesa della scuola pubblica non può dipendere dalla convenienza politica del momento.
Il calo demografico non può essere utilizzato come un pretesto per ridurre autonomie e servizi. Al contrario, dovrebbe rappresentare l’occasione per migliorare la qualità dell’offerta formativa, ridurre le disuguaglianze, rafforzare l’inclusione e garantire una maggiore vicinanza della scuola alle comunità.
L’atto approvato chiede inoltre l’apertura di un tavolo istituzionale tra Comune, Provincia, Regione Umbria, Ufficio scolastico regionale, istituzioni scolastiche, sindacati e rappresentanze delle famiglie, per costruire una proposta complessiva e condivisa sul futuro della rete scolastica ternana.
Non vogliamo mettere Terni contro Città di Castello né spostare il problema da un territorio all’altro. Chiediamo che le istituzioni umbre parlino con una sola voce e che il Ministero accetti una soluzione transitoria capace di garantire il regolare avvio dell’anno scolastico".

Sul punto è intervenuto anche il consigliere comunale Francesco Ferranti: "Sono stato l'unico consigliere del centrodestra a rimanere in aula e a votare insieme ad Ap e alla sinistra perchè sono profondamente convinto che la scuola ternana non vada penalizzata, come invece fa il dimensionamento scolastico approvato dal ministero della pubblica istruzione.  
Si tratta di un atto importante che chiede di rivedere le scelte fatte. Apprezzo che ci sia stata un'ampia convergenza dei consiglieri rimasti in aula. Mi auguro che la stessa unità di intenti si possa registrare su altre vicende essenziali per il nostro territorio, come quelle che riguardano la sanità e in particolare il nuovo ospedale di Terni". 
 

Ultimo aggiornamento: 30/07/2026, 11:08

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