Descrizione
(ufficio stampa) - "La Unicoop non può tradire la sua storia mentre il settore della grande distribuzione cresce.
Come consigliere comunale e capogruppo di Fdi - dichiara Roberto Pastura - insieme alla collega Elena Proietti Trotti, depositeremo un’interrogazione urgente rivolta al sindaco e all’assessore competente perché non possiamo restare a guardare mentre si consuma quello che appare come un vero e proprio smantellamento della rete Superconti. La notizia delle dieci chiusure previste in Umbria, che colpiscono duramente il territorio ternano con i casi emblematici di via Turati e la riorganizzazione di Cospea, rappresenta una ferita profonda non solo per i lavoratori coinvolti, ma per l'intera comunità.
Ciò che rende questa situazione inaccettabile è la stridente contraddizione con la storia di Unicoop. Per decenni, questo marchio è stato considerato un pilastro del sistema cooperativo della sinistra vantando un’attenzione quasi sacrale verso la solidarietà, la mutualità e la centralità del lavoro rispetto al solo profitto. Constatiamo invece che, proprio oggi, quel modello che doveva essere una cortina di ferro a difesa della dignità dei lavoratori sembri cedere il passo a logiche di bilancio fredde, unilaterali e inaspettate.
È ancora più paradossale se osserviamo il contesto generale del mercato. La gdo in Umbria ha registrato un incremento medio del fatturato del +3,5% nell'ultimo biennio, confermandosi un settore trainante con indici di crescita costanti e un'elevata capacità di assorbimento della forza lavoro. Mentre Unicoop Tirreno mostra segni di cedimento, i competitor diretti continuano a scalare le classifiche regionali chiudendo bilanci in utile e reinvestendo proprio in nuove aperture nel ternano. In questo scenario di crescita del comparto, la scelta di Unicoop di dismettere e tagliare su Terni, insieme ad altri negozi di altre città, appare come una resa ingiustificata e un tradimento degli impegni assunti al momento dell'acquisizione di Superconti.
La mia interrogazione serve a richiamare l'Amministrazione alle proprie responsabilità. Dobbiamo sapere se esistono ancora margini di manovra e se il Comune è pronto a richiedere garanzie circa le clausole sociali per chiunque dovesse subentrare. Non lasceremo soli i lavoratori che rappresentano un patrimonio di competenze che la città non può permettersi di perdere.
Proprio per andare in fondo a questa vicenda, annuncio fin da ora che chiederò la convocazione immediata di un'audizione in Terza Commissione Consiliare. È necessario ascoltare le sigle sindacali per conoscere i numeri reali di questa crisi e avere un quadro chiaro degli esuberi. Parallelamente, ritengo indispensabile il confronto con l'assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco De Rebotti. Vogliamo sapere quali strumenti la Regione Umbria stia mettendo in campo per contrastare i licenziamenti e, nell'ipotesi più nefasta, quante risorse, quali interventi e progetti specifici di reinserimento lavorativo siano pronti per evitare che questa crisi aziendale si trasformi nell'ennesimo deserto occupazionale per Terni".
