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"Gestione dei rifiuti, sostenibilità ambientale ed economica"

Dettagli della notizia

Orsini: "Basta con la chimera del rifiuto zero portata avanti dai Cinque Stelle"

Data di pubblicazione:

28 Ago 2026 13:07

Tempo di lettura:

3 min

Gestione rifiuti

Descrizione

(ufficio stampa) "La gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria attraversa una fase cruciale. Scelte dettate da impostazioni politiche e ideologiche - dichiara il consigliere comunale di Ms Valdimiro Orsini -  rischiano di compromettere la sostenibilità ambientale ed economica del territorio. La linea tracciata dal Campo Largo - Patto Avanti, che governa la Regione Umbria, e rappresentata dalle posizioni dell'assessore regionale all'Ambiente Thomas De Luca, sembra orientare la pianificazione verso una strategia basata esclusivamente sulla prevenzione, sull'incremento della raccolta differenziata e sul rifiuto dell'incenerimento.
La promozione dell'economia circolare, il riciclo effettivo dei materiali e la riduzione dei rifiuti alla fonte sono obiettivi indispensabili e coerenti con le direttive europee. Tuttavia, un'analisi pragmatica dell'intero ciclo dei rifiuti evidenzia importanti criticità e carenze strutturali nell'impostazione attuale. Le posizioni espresse dall'assessore De Luca e dalla Giunta regionale puntano a escludere la realizzazione di un termovalorizzatore d'ambito, affidandosi alla progressiva riduzione della frazione indifferenziata attraverso tecnologie alternative e l'aumento delle percentuali di raccolta differenziata.
A mio avviso, questa impostazione presenta diversi elementi di debolezza. 
La chimera del rifiuto zero. Anche raggiungendo livelli di eccellenza nella raccolta differenziata, superiori all'80%, continuerebbero a esistere una quota di rifiuto urbano residuo (Rur) non riciclabile e una quantità fisiologica di scarti derivanti dai processi di selezione e riciclo. Si tratta di materiali che non possono essere recuperati o trovare una collocazione sostenibile sul mercato. Negare l'esistenza di questa componente residua significa non tenere conto della realtà industriale della gestione dei materiali e dei limiti tecnici ed economici degli attuali processi di riciclo.
La persistente dipendenza dalle discariche. Rinunciare alla termovalorizzazione senza disporre di adeguati impianti di recupero energetico lascia, di fatto, due sole alternative: continuare a utilizzare e ampliare le discariche regionali oppure esportare i rifiuti fuori dall'Umbria.  Entrambe le soluzioni appaiono in contrasto con i principi di sostenibilità ambientale ed economica. Il ricorso alla discarica rappresenta il livello più basso nella gerarchia europea di gestione dei rifiuti, a causa del consumo di suolo, dei costi ambientali e delle emissioni prodotte, compresi biogas e percolato. L'esportazione dei rifiuti determina maggiori costi di trattamento e trasporto, con possibili ricadute sulle tariffe a carico di cittadini e imprese, oltre a generare un ulteriore impatto ambientale dovuto alla movimentazione su gomma o su rotaia.
L'incertezza delle tecnologie alternative. Affidarsi esclusivamente a tecnologie sperimentali, non ancora pienamente consolidate o non applicate su scala industriale ai volumi dei rifiuti urbani, rischia di esporre la Regione a emergenze gestionali nel medio e lungo periodo.
Per garantire l'autosufficienza impiantistica dell'Umbria, tutelare il territorio e assicurare stabilità alle tariffe, è necessario affrontare senza pregiudizi la scelta della termovalorizzazione dei rifiuti residui non riciclabili. La termovalorizzazione non è in contrapposizione con la prevenzione, la raccolta differenziata e il riciclo. Al contrario, può rappresentare il completamento di un sistema integrato nel quale si riduce la produzione dei rifiuti, si recuperano i materiali riciclabili e si destina al recupero energetico esclusivamente la quota residua che non può essere ulteriormente valorizzata. L'Umbria ha bisogno di una pianificazione fondata su dati verificabili, tecnologie consolidate, sostenibilità economica e responsabilità ambientale. Servono decisioni pragmatiche, capaci di superare gli steccati ideologici e di offrire a cittadini e imprese un sistema efficiente, autonomo e stabile".

Ultimo aggiornamento: 28/08/2026, 13:20

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