Descrizione
(ufficio stampa) - Il consigliere del gruppo misto Guido Verdecchia, in una nota, risponde alle dichiarazioni del capogruppo consiliare di Forza Italia Francesco Maria Ferranti.
"La politica deve occuparsi delle vere priorità di Terni, non sia il teatrino delle vanità personali.
Osservando le recenti dinamiche interne al Consiglio Comunale, emerge con disarmante chiarezza la distanza abissale che separa due concezioni opposte dell'impegno pubblico. È un divario incolmabile tra chi scambia il mandato elettorale per uno specchio in cui ammirare il proprio riflesso e chi, al contrario, lo vive come un dovere civico rigoroso.
È uno spettacolo singolare, a tratti malinconico, assistere alle lezioni di "compatibilità politica" impartite da chi concepisce le istituzioni come un personale palcoscenico per esibire titoli e galloni. Parliamo di chi, pur di assecondare la propria fame di poltrone, ha scelto la comoda scorciatoia di un incarico fiduciario in Provincia, elargito da quello stesso Sindaco a cui, a giorni alterni, dice di fare opposizione in Comune. Barattare la coerenza del proprio partito fino a farsi sospendere, per poi ergersi a inflessibile guardiano dei confini consiliari, è un esercizio di schizofrenia istituzionale che si commenta da solo.
Ma il punto non è questo pietoso teatrino autoreferenziale. Il punto, quello vero, è l'offesa che queste dinamiche recano a una città che annega nelle proprie emergenze.
Mentre ci si attarda in ridicole scaramucce burocratiche per stabilire chi debba mettere la targa sulla porta della stanza, fuori dai palazzi c'è una Terni reale che aspetta risposte, schiacciata da problemi che le attuali giunte – quella Bandecchi in Comune e quella Proietti in Regione – non stanno risolvendo. Per come intendo io questo ruolo, fare Politica significa piantare i piedi in queste emergenze – dalla difesa del nostro tessuto sociale e imprenditoriale fino alla vitale partita dei collegamenti per strappare Terni al suo isolamento – e, certamente, non passare le giornate a compulsare i regolamenti o a scrivere comunicati per difendere il proprio microscopico feudo di potere.
La buona politica, quella liberale e del "fare" che abbiamo ereditato dalla visione di Silvio Berlusconi, rifugge i personalismi esasperati e i livori di bottega per concentrarsi sulla costruzione del futuro. È uno stile inconfondibile, fatto di concretezza e dedizione alla comunità, lontanissimo anni luce dagli atteggiamenti di chi usa i simboli di partito come pretesto per le proprie insicurezze di posizionamento o per difendere rendite di poltrona.
La mia investitura in Forza Italia è un fatto politico sancito ai massimi livelli nazionali. Il mandato per rappresentare i valori azzurri è già operativo, perché la politica si fa tra la gente, non sgomitando per il posto a capotavola.
La vera sfida per la nostra città richiede autorevolezza, visione e schiena dritta. A chi preferisce vivere di vanagloria e di titoli fiduciari, lasciamo volentieri l'illusione di essere al centro della scena. Noi, nel frattempo, ci occupiamo di Terni".
