Descrizione
(ufficio stampa) - "Sul caro energia che attanaglia viale Brin - dichiara il consigliere di Ap Claudio Batini - assistiamo a una rincorsa quotidiana di prese di posizione e dichiarazioni indignate, ma su un'altra criticità per il polo siderurgico si opera una censura di comodo. Si tratta del Piano Regionale dei Rifiuti e della stangata ambientale ed economica che si prepara a Palazzo Cesaroni.
Già nelle sedute del Cal di oltre un mese fa ho lanciato l'allarme e ho spinto la riflessione sul fatto che un'acciaieria non vive di sola corrente elettrica, un tema di cui l'intero arco politico regionale deve tenere conto. La gestione delle scorie e dei residui di produzione, infatti, rappresenta una voce determinante del bilancio industriale. In aggiunta, va compreso che Acciai Speciali Terni non è una questione circoscritta al comune capoluogo o alla 'bassa Umbria', ma è il motore trainante dell'intero PIL e dell'occupazione regionale.
Rivolgo un appello chiaro e diretto a tutti i consiglieri regionali dell'Umbria, a partire dagli eletti ternani di maggioranza e opposizione, fino a chiamare alla responsabilità l'intera assemblea legislativa di Perugia: il Piano Rifiuti va discusso e corretto subito, senza sconti e senza alibi per nessuno.
La Regione Umbria, con la rimodulazione del Piano Rifiuti, le prescrizioni autorizzative e le aliquote sull'ecotassa regionale di discarica che colpiscono pesantemente anche gli invasi dedicati all'attività siderurgica interna, ha in mano le leve dirette per soffocare o salvare la fabbrica. Aumentare il prelievo tributario o imporre vincoli punitivi sul ciclo delle scorie significa drenare milioni di euro all'azienda, rendendo insostenibile la produzione prima ancora che arrivino le bollette elettriche.
La memoria storica non ammette amnesie: quando il Comune di Terni affrontò la partita della discarica di vocabolo Valle imponendo ad Arvedi massime garanzie a tutela della falda e della salute, il sindaco Stefano Bandecchi venne accusato strumentalmente di bloccare lo sviluppo e gli investimenti industriali.
Oggi che la Regione cala vincoli e tributi altrettanto rigidi e onerosi, perché consiglieri regionali e vertici sindacali scelgono il silenzio tombale?
I rappresentanti a Palazzo Cesaroni escano dalla logica degli schieramenti di bandiera e dimostrino con i fatti se intendono difendere l'acciaieria e i posti di lavoro dell'Umbria o se preferiscono trasformare Terni nel bancomat tributario della Regione".
