Descrizione
(ufficio stampa) - L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica, l’11 maggio. alle 17, ne parlano in Bct il giornalista e autore del libro Niccolò Zancan, inviato speciale de La stampa Niccolò Zancan, opera pubblicata da Einaudi pochi mesi fa.
Dialoga con lui Alessandro Portelli, già docente di letteratura angloamericana all’Università Sapienza di Roma, uno dei fondatori della storia orale, autore di numerosi libri su Terni - città fabbrica che comprendono “Biografia di una città” (1985) e “Acciai speciali” (2008) (riuniti nel libro di sintesi “La città dell’acciaio. Due secoli di storia operaia”).
Modera l’incontro Eugenio Raspi, operaio per vent’anni alle Acciaierie di Terni, autore di due libri che hanno come tema il lavoro operaio sullo sfondo della città dell’acciaio: Inox (2017) e Tutto fumo (2019).
Niccolò Zancan, vincitore del Premiolino nel 2014 per un’inchiesta sul caso Stamina, autore di diversi libri tra cui, da ultimo, “Antologia degli sconfitti. Cronaca quasi poetica del presente”, adotta una prosa quasi “poetica” per raccontare una scomparsa: quella della classe operaia nella città di Torino, la città industriale per eccellenza capitale, dalla fine dell’Ottocento e per più di un secolo, dell’industria metalmeccanica e automobilistica. Lo stabilimento Fiat di cui racconta Zancan è quello di Mirafiori, oggi operativo solo in minima parte, quasi una città nella città, con 2 milioni di metri cubi di edifici industriali e 10 chilometri di strade interne. Occupava 60.000 operai negli anni Settanta del Novecento, ridotti oggi a poco più di 4.000. La dismissione di Mirafiori è lo specchio di una crisi industriale che investe non solo Torino, ma tutto il Paese e della fine di un’intera civiltà del lavoro.
