Descrizione
(ufficio stampa) - "Terni è una città stanca. Stanca delle contrapposizioni permanenti, delle polemiche quotidiane, di un clima istituzionale che da troppo tempo alimenta soltanto divisioni.
L'ultima vicenda che coinvolge il Sindaco e Presidente della Provincia Stefano Bandecchi - dichiara il capogruppo di Fdi Roberto Pastura - rischia di aggravare ulteriormente una situazione già profondamente compromessa. Come sempre, c'è chi pensa di trasformare ogni fatto giudiziario in uno strumento di battaglia politica contro la persona commettendo un grave errore politico.
Non perché le vicende giudiziarie non abbiano rilevanza pubblica, ma perché concentrare il dibattito esclusivamente su quelle significa, paradossalmente, offrire al Sindaco il migliore degli alibi, ossia distogliere l'attenzione dal vero tema, che è il bilancio politico e amministrativo di questi tre anni di governo della città.
I ternani non hanno bisogno dell'ennesimo scontro personale. Hanno bisogno di capire perché tante promesse siano rimaste tali.
All'inizio della legislatura ci era stata presentata una maggioranza granitica, un gruppo consiliare compatto, tanto da far parlare di "dittatura democratica". Oggi quella maggioranza non esiste più. Consiglieri hanno lasciato il gruppo e si è arrivati al paradosso politico per cui il Sindaco fatica perfino a individuare nuovi assessori tra i propri consiglieri perché gli eventuali subentranti in Consiglio, candidati nelle liste di Alternativa Popolare, nel frattempo sono diventati oppositori dell'amministrazione. Questa è l'immagine plastica di un progetto politico che si è progressivamente sgretolato. Ma le contraddizioni non finiscono qui.
Era stato promesso l'azzeramento delle bollette energetiche per i ternani; una promessa che si è rivelata irrealizzabile.
Era stata annunciata una Terni capitale del turismo, con San Valentino trasformato nel motore di un nuovo sviluppo economico. Al di là di alcune iniziative concentrate prevalentemente nell'area della Conca, quel salto di qualità non si è mai visto. Di Marmolandia si è smesso perfino di parlare.
Si era annunciata la rivoluzione delle manutenzioni attraverso l'internalizzazione dei lavori stradali. Sono stati assunti trenta operai, acquistati mezzi e attrezzature ma poi la realtà ha imposto una clamorosa retromarcia perchè quel modello si è rivelato antieconomico e si è tornati ad affidare gli interventi alle imprese esterne.
Si era parlato di rilanciare il commercio con strumenti fiscali innovativi. Oggi il commercio cittadino vive una crisi persino più profonda rispetto a tre anni fa perché il Comune continua a non usare la leva fiscale per impattare sulla competitività del centro urbano. Tra gli annunci più ambiziosi vi era anche quello di trasformare Terni in una meta privilegiata per nuovi investimenti industriali. Il sindaco in campagna elettorale aveva dichiarato che avrebbe girato il mondo per attrarre imprese nella nostra città Anche su questo fronte, a distanza di tre anni e parte qualche mail di invito, non si registrano insediamenti industriali di rilievo riconducibili a quella strategia annunciata. Ancora una volta, alle grandi aspettative create non sono seguiti risultati concreti.
Sul nuovo ospedale pubblico e sull'operazione Stadio-Clinica erano stati annunciati tempi rapidi e risultati certi. Invece il continuo clima di tensione istituzionale e i rapporti sempre più difficili tra Comune e Regione e le continue polemiche tra il Sindaco e la Presidente di Regione, hanno finito per bloccare anche due delle operazioni più importanti per il futuro della città.
Questi sono solo alcuni dei temi sui quali la politica dovrebbe misurarsi.
Il giudizio su un'amministrazione non si costruisce sulle inchieste, bensì sulla capacità di mantenere gli impegni assunti con gli elettori, di trasformare gli annunci in risultati concreti, di migliorare la qualità della vita di una comunità.
Ed è proprio su questo terreno che il progetto politico di Stefano Bandecchi mostra oggi tutti i propri limiti. Terni non ha bisogno di alimentare l'odio, né di trasformare ogni vicenda personale in un'arena politica permanente.
Ha bisogno di ritrovare serietà istituzionale, credibilità amministrativa e una visione concreta del proprio futuro.
La città deve tornare a discutere delle opere che non si fanno, delle promesse che non vengono mantenute, del commercio che arretra, dei servizi che faticano, delle opportunità che si perdono, diversamente ci rivedremo tra due anni con le macerie in mano di una città ancora più stanca, ancora più divisa e sempre più deserta".
