Cos'è
«Il sergente nella neve è un testo universale; l’uomo che lotta per sopravvivere, per salvare i compagni, che non vuole uccidere il nemico, che nemico poi non è, anzi è lui, il sergente, dalla parte sbagliata della guerra, l’aggressore, e vorrebbe, e a volte lo fa, salvare il nemico. Alla fine si salva, vince la sua lotta, ma qualcosa dentro si è rotto, è morto per sempre; è morta la possibilità di tante vite come la sua, c’è la vergogna di essere sopravvissuto ed è morta questa possibilità a causa di mancanza di responsabilità. Sia di chi, la responsabilità più grande e criminale, ha deciso la guerra, sia di chi, anch’essa importante, ha obbedito senza interrogare la propria coscienza e che da quel momento deve dire basta. E Rigoni Stern lo farà, pagando con due terribili anni di prigionia nei lager per gli “internati”, termine coniato appositamente contro i soldati che si sono rifiutati di continuare una guerra folle e coniato appositamente da Hitler per poter punire maggiormente costoro non potendo così più usufruire dei diritti fondamentali riservati ai prigionieri di guerra.
Amo Mario Rigoni Stern. Non so se ne sono all’altezza, ma vorrei tanto condividere questo amore e farlo conoscere a chi ancora non ha avuto modo di toccarne il valore e il suo amore per l’uomo, per i semplici, per chi combatte per una vita sana e onesta. E per questo vorrei condividerlo con i ragazzi delle scuole soprattutto.
Anche per far loro conoscere il suo messaggio rispetto al rapporto dell’uomo con la natura. Un tema così primario oggi. Far conoscere ai ragazzi una testimonianza così toccante di cosa sia la guerra credo sia addirittura doveroso nei confronti di chi è perito e di chi è sopravvissuto. Ancora oggi la guerra è vista come inevitabile e addirittura “portatrice di pace”.» Denis Fasolo
diMario Rigoni Stern
adattamento e regiaDenis Fasolo
con Denis Fasolo
produzione Teatro Stabile dell’Umbria
A chi è rivolto
per tutti
