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"Un approccio aperto alla città nella gestione del Caos"

(Ufficio Stampa/Acot) - “La cooperativa Le Macchine Celibi che oggi si presenta alla città – ha detto il vicesindaco del Comune di Terni Andrea Giuli in conferenza stampa – si è insediata nel gennaio 2020 nella gestione del Polo museale cittadino del Caos. Poco dopo è iniziata l’emergenza Covid-19 e questo ha creato qualche difficoltà nel palinsesto della programmazione dell' anno che, comunque, si sta recuperando. E’ importante far conoscere programmi di massima, prospettive, metodologie e impostazioni in linea con le linee culturali che l’assessorato ha voluto inserire lo scorso anno in sede di bando. Linee che parlano chiaramente di coprogrammazione, condivisione e coordinamento da parte del Comune, ferma restando l’autonomia propositiva del gestore. In tal senso, abbiamo già cominciato degli incontri mensili tra assessorato e gestori. Sarà un approccio aperto alla città, dove una parte importante avrà la valorizzazione e la promozione dei musei e delle loro collezioni. Entro l’anno si terrà una retrospettiva su De Felice”.
Le Macchine Celibi possono vantare di un’esperienza trentennale nella gestione di servizi per gli Enti pubblici tra cui musei, biblioteche, teatri, centri giovanili e informagiovani, uffici di informazione turistica ed hanno sviluppato nel corso degli anni, due settori importanti, l’organizzazione di eventi e la divulgazione didattica e formativa.
“Sono 140 – ha evidenziato il presidente de Le Macchine Celibi, Carlo Terrosi – le strutture che la Cooperativa gestisce tra musei, biblioteche, centri di didattica e teatri ed è attualmente operativa in 10 regioni, con un economico di 7 milioni di euro e oltre 350 addetti. Il nostro è un approccio al museo non elitario ma vivo che offra molteplici occasioni per tornare, aperto a 360 gradi sulla cultura visiva dei nostri giorni, che contribuisce alla promozione turistica del territorio. Anche la nostra proposta intende esplorare le tendenze e la cultura visiva contemporanea a tutto campo, interrogando i rapporti dell'arte con i linguaggi della pubblicità, del fumetto, della musica, del design, della fotografia. Attraverso  le iniziative organizzate intendiamo dare l’occasione per scoprire e riscoprire il patrimonio artistico e museale della città.”
In quest’ottica si inseriscono le due visite gratuite organizzate a luglio ed agosto sia del Museo De Felice che del museo Archeologico di Terni.
“La scelta fatta dall’assessorato alla cultura  - ha confermato Giuli - è quella di ragionare in termini di sistema con il territorio e con la proposta turistica nell’ottica di valorizzare sia la cultura contemporanea sia le collezioni legate al passato come quelle del museo Archeologico. Le Macchine Celibi,  Covid permettendo, al prossimo salone del turismo culturale di Firenze avranno un loro stand dove promuoveranno lo stesso museo Giontella di Terni. Non solo. Tengo a sottolineare che in un anno e mezzo abbiamo aumentato la disponibilità del patrimonio museale cittadino di circa 4 milioni di euro, tra Talamone, la scultura di Kostabi, il quadro disperso di Metelli recuperato in Liguria e il dipinto della francese Beuplan. Non mi pare poco”.

Per ciò che concerne il management artistico è intervenuto Andrea Leonardi per lo staff locale de Le Macchine Celibi, specificando che la scelta operativa è quella di includere tutte le realtà del territorio che hanno bisogno di esprimersi. È stata anche presente la rassegna del cinema in Anfiteatro.

Domani si inaugura al Caos ore 17 la mostra, che sarà visibile fino al 13 settembre, Retoriche del corpo, a cura del critico e ricercatore del Dams di Bologna Pasquale Fameli, anch’egli presente alla conferenza stampa dove ha evidenziato che "il video è sicuramente un elemento caratterizzante del percorso espositivo ma ad esso sono affiancati sia serigrafie e litografie in quanto ciò che interessa maggiormente esplorare sono i transiti tra i diversi linguaggi espressivi, le relazioni tra arte e cultura materiale". La mostra è  un piccolo ma significativo spaccato della ricerca performativa degli anni Settanta attraverso alcuni documenti video provenienti dall’archivio de Le Macchine Celibi. Al centro di queste azioni vi è fondamentalmente il corpo dell’artista inteso come “corpo sociale”, ossia come medium imprescindibile per esperire affetti, relazioni, conflitti, rituali e costruzioni identitarie. Il percorso espositivo, allestito all’interno della Sala Ronchini, project room del Centro Arti Opificio Siri di Terni, si snoda attraverso operazioni iconiche dell’arte di quegli anni: Art must be beautiful, artist must be beautiful (1975) di Marina Abramović, Documentario N. 3 (1977) di Vincenzo Agnetti, I like America and America likes me (1974) di Joseph Beuys, Ciò che sempre parla in silenzio è il corpo (1974) di Alighiero Boetti.
Il giorno seguente all'inaugurazione, domenica 19 luglio alle 17, si terrà la conferenza " Le vie della performance nell'arte degli anni '70", di approfondimento sui temi della mostra.

In allegato la cartella stampa distributa durante la conferenza in sala Pirro, Palazzo Carrara.
 

SN - Ufficio Stampa/Acot