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"Con Latini tramonta il mito del buon governo Ciaurro"

(ufficio stampa) - "Con la giunta Latini - dichiara in una nota il consigliere comunale di M5s Luca Simonetti - tramonta il mito del buon governo di centrodestra lasciato dal professor Ciaurro, uno dei migliori sindaci che questa città abbia mai avuto.
Sembra il titolo di uno di quei bei vecchi pezzi blues, struggenti e pieni di malinconia da cantare quando le cose vanno male.
Sia chiaro che non è mia intenzione colpevolizzare il sindaco Latini di questo fallimento, il problema va ricercato nella mediocrità diffusa che si manifesta nella classe dirigente delle forze politiche in generale ma che nel centrodestra appare ormai evidente e conclamata.
Basti vedere l’intervista del sindaco sul futuro della città rilasciata in queste ore.
Mancava solo un sacerdote a dispensare l’estrema unzione su Terni  per chiudere coerentemente il suo intervento.
Una fotografia macabra e in parte realistica in cui però manca un dettaglio fondamentale, cioè che in questi due anni tutte le scelte strategiche portate avanti dalla Giunta di centrodestra per la città sono state sbagliate.
A partire dalle deleghe e dai nomi degli assessori, più basati su logiche di partito che sulla ricerca di quella eccellenza che rappresenta il requisito fondamentale per ripartire.
Su tutte l’assenza di un assessorato dedicato al funding per la ricerca sistematica di risorse ed azione di lobbying verso: Regione, Governo e Unione Europea.
Già il fatto che una città senza soldi non si attrezzi per reperire sistematicamente risorse desta stupore.Lo stesso dicasi nei confronti delle nomine nelle partecipate dove a fronte di curricula di eccellenza si è preferito mettere in conto ai ternani il tirocinio di figure che non si stanno dimostrando all’altezza. Una maggioranza spaccata dove spesso il gruppo consiliare della Lega, forse su stimolo della sua commissaria, sfiduciano l’operato del sindaco sistematicamente con atti di indirizzo che rappresentano vere ammissioni di colpa.
Si continua a perseguire l’ideale di una città che di fatto rappresenta l’area di servizio della fabbrica, dove tutto ruota intorno ad una mediocrità diffusa che si abbraccia a tutti i livelli della classe dirigente cittadina e che si manifesta nel consenso rivolto alla politica debole di chi garantisca continuità e sopravvivenza della mediocrità stessa. Una città dove gli slanci di orgoglio collettivi ci sono solo quando si parla di poltrone e mai sui temi.
Scelte come investire nel campus universitario di Pentima, la cessione delle quote del servizio idrico integrato, il nodo riequilibrio territoriale, la mancanza di attenzione verso le partite strategiche come la nuova legge regionale sui canoni idroelettrici, le cantilene decennali sulla vicinanza a Roma strategica o al valore dell’industria accompagnata da uno sviluppo economico complementare, sono frasi stantie che non trovano mai un'idea concreta che le accompagni.
Potrei scrivere per ore e per giorni - conclude il consigliere Luca Simonetti - ma a poco servirebbe nella Terni sedata dove il dibattito politico che trova spazio è esclusivamente quello dell’atto di indirizzo sul nulla, mentre nei salotti si programma un futuro vuoto dove le prospettive di pochi affossano quelle dei molti.
Nel 2018 ci abbiamo provato a darti un futuro Terni, colpa nostra sicuramente che non siamo stati bravi a convincerti".

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