Imu - Come si calcola

   

Il calcolo dell’Imu si esegue determinando innanzitutto la base imponibile.

Calcolo della base imponibile
Il calcolo della base imponibile dipende dalla destinazione d’uso dell’immobile. Il calcolo prevede che il valore sia pari alla rendita catastale rivalutata del 5%, moltiplicata per uno dei seguenti coefficienti in dipendenza della categoria catastale:

Destinazioni d'uso

Coefficienti

Per i fabbricati del gruppo catastale A (esclusi A/10) e delle categorie catastali C/2, C/6 e C/7

160

Per i fabbricati del gruppo catastale B e delle categorie catastali C/3, C/4 e C/5

140

Per i fabbricati della categoria catastale A/10 e D/5

80

Per i fabbricati del gruppo catastale D (esclusi D/5)

65

Per i fabbricati della categoria catastale C/1

55

Per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui all’art. 10. D.Lgs. n. 42/2004 e per i fabbricati inagibili  o inabitabili e di fatto non utilizzati la base imponibile è ridotta del 50%. Per quest’ultimi l’inagibilità o l’inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia  a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti la dichiarazione di inagibilità o inabitabilità del fabbricato da parte di un tecnico abilitato. Ai fini dell'applicazione della predetta riduzione, il comune disciplinerà con regolamento le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di manutenzione.

 

     

La rendita catastale da prendere in considerazione ai fini del calcolo è quella risultante al 1° gennaio 2020.

Prima di illustrare le modalità di calcolo dell’imposta da versare per la rata di acconto 2020, occorre fare una premessa, il Comune di Terni non ha ancora approvato la delibera relativa alle aliquote IMU 2020, infatti, ai sensi dell'art.138 del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020, che ha abrogato il comma 779 della L. 160/2019, per l'anno 2020 i comuni possono approvare le delibere concernenti le aliquote entro il 31 luglio 2020 (termine per l'approvazione del bilancio di previsione 2020). Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all'inizio dell'esercizio, purché' entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1° gennaio dell'anno 2020;

Il versamento della rata a saldo nel mese di dicembre, pertanto, dovrà essere eseguito a conguaglio di quanto versato in acconto, sulla base delle aliquote che verranno approvate dall’Ente entro il prossimo 31 luglio, insieme al nuovo Regolamento Comunale.

 

Modalità di calcolo del dovuto IMU per la rata di acconto (scadenza 16.06.2020)

 

Il comma 762 del art 1 Legge 27 dicembre 2019 n. 160 conferma le regole per il pagamento dell'imposta in due rate, ossia 16 giugno per l'acconto e 16 dicembre per il saldo.

La regola generale prevede che il versamento della prima rata sia pari all'imposta dovuta per il primo semestre applicando l'aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell'anno precedente, tuttavia, in sede di prima applicazione dell'imposta, Il suddetto comma 762, prevede che il versamento della prima rata nuova IMU 2020 sia pari alla metà delle somme versate, per l'anno 2019, a titolo di IMU e TASI;

questa è la regola che vale per tutti i casi in cui lo stato patrimoniale attuale del contribuente sia invariato rispetto a quello dello scorso anno.

L’applicazione letterale del comma 762 porterebbe però in alcuni casi a dover versare delle cifre in assenza del presupposto impositivo, ad esempio nel caso di immobili ceduti nel corso del 2019, oppure al contrario porterebbe a non versare alcunché perché l’immobile è stato acquisito nel corso del primo semestre 2020 e quindi nel 2019 il presupposto impositivo non sussisteva.

In questi casi si ritiene opportuno effettuare il calcolo dell’imposta, per la rata di acconto 2020, applicando alla base imponibile di ogni immobile un’aliquota pari alla somma delle aliquote IMU e TASI vigenti per la fattispecie in questione nel 2019.

Come già detto nel mese di dicembre si verseranno le somme dovute a conguaglio, sulla base delle aliquote che verranno successivamente approvate dall’Ente e pubblicate sul portale del MEF.

Per informazioni più dettagliate consultare il  documento.  

N.B.

per le abitazioni e relative pertinenze locate secondo gli accordi dei contratti di locazione degli immobili ad uso abitativo, sulla base di quanto stabilito fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative, stipulati ai sensi della L. 09.12.1998, n. 431, nonché per quelle realizzate nell’ambito dei programmi triennali per l’edilizia residenziale pubblica (Programma Operativo Annuale). l’imposta determinata applicando tale aliquota è ridotta AL 75%.

Per usufruire di tale agevolazione il soggetto passivo, qualora non avesse già provveduto a presentare l’apposito modello con copia integrale del contratto di locazione per gli anni precedenti, deve attestare il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione Imu o alternativamente presentare mediante il modello comunicazione riduzione Imu allegando la copia integrale del contratto di locazione.

Per le unità abitative e pertinenze concesse in uso gratuito a parenti di 1° grado in linea retta la base imponibile è ridotta del 50% a condizione che:

  1. il comodatario utilizzi l’unità immobiliare come abitazione principale (residenza e dimora abituale propria e del nucleo familiare), purché non sia di categoria catastale A/1, A/8 e A/9;
  2. il comodante possieda una sola abitazione in Italia ad eccezione dell’immobile adibito a sua abitazione principale, purché non sia di categoria catastale A/1-A/8-A/9;
  3. il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso comune ove è  ubicato l’immobile concesso in comodato;
  4. il contratto di comodato deve essere registrato e l’agevolazione decorre dalla data di stipula del contratto

 

Il beneficio si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest'ultimo in presenza di figli minori.

Si precisa, relativamente alle riduzioni sopra esposte, che si considerano pertinenze dell’abitazione solo immobili classificati nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, e nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.


 Dal 01/01/2016 sono esenti i terreni agricoli ubicati nel Comune di Terni in quanto ricadenti in aree montane o di collina, delimitate ai sensi dell’art. 15 della L. n. 984/1977, secondo i criteri individuati dalla circolare MEF n. 9 del 14/06/1993.

 

  DETRAZIONI

€ 200,00

(solo per i contribuenti proprietari di abitazioni censite nelle categorie A/01 A/08 e A/09)

Si detraggono dall'imposta dovuta per l'abitazione principale e relative pertinenze 200 euro; la detrazione è rapportata al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione. Se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.

 

Sono esenti i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all’art. 9, comma 3 bis del decreto legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, ubicati nel Comune di Terni, in quanto classificato comune parzialmente montano nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat)

Procedura che effettua il calcolo e consente di stampare il modello F24