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“Un cartellone per una città vitale”

(Ufficio stampa) – “Terni è una città vitale in campo culturale, in particolare per il teatro. Il cartellone tiene conto delle richieste dei pubblici ternani e anche di quanto si sta muovendo in questi anni con rilevanza nazionale, come il Terni Festival”. Franco Ruggieri, è il direttore del Teatro Stabile dell’Umbria, nonché uno degli operatori culturali più attivi della regione. Una breve intervista a Ruggieri è un modo per presentare la Stagione di Prosa 2013-2014 organizzata dallo Stabile e dall’assessorato alla Cultura. Qual è il tratto caratterizzante del cartellone che andate a proporre e per il quale è già iniziata la sottoscrizione degli abbonamenti?“Partiamo dall’interesse dei pubblici ternani, per la drammaturgia contemporanea, un interesse dimostrato in questi anni, ma è forte anche la presenza di artisti ampiamente conosciuti, così come sono protagonisti i ternani”.Perché il termine pubblici?“Oggi non è possibile parlare di pubblico in maniera indeterminata, a Terni, come in altre realtà molto attente al teatro, c’è un pubblico consolidato che richiede nomi e spettacoli più usuali così come un pubblico giovane incline alla sperimentazione e a proposte inedite. Sono esigenze che possono convivere in un cartellone che dà spazio ad autori classici, al teatro contemporaneo nonché alla danza, andando oltre una separazione che a livello internazionale non esiste e che il pubblico ternano ha già dimostrato di aver superato”.Nomi di assoluto livello come Poli e Orsini, tanti altri di estremo interesse. E di umbro?“Lo spettacolo della ternana Emanuela Aureli e di Edoardo Siravo, uno degli attori più apprezzati del panorama nazionale, piacerà sicuramente e non solo per la bravura dei protagonisti. Fra i quattro spettacoli fuori abbonamento c’è la presenza del regista ternano Marco Plini e di una compagnia, quella di Vincenzo Schino, molto legata al territorio.  Chiaramente facciamo affidamento sulla produzione del Teatro Stabile dell’Umbria presente in cartellone,  Frost/ Nixon. Un lavoro che prende spunto dallo scontro televisivo tra il giornalista e il presidente degli Stati Uniti ed è una occasione per riflettere sul potere e la comunicazione, un tema di grandissima attualità nel nostro Paese”. Come direttore del Teatro Stabile dell’Umbria qual è la sua opinione sul ruolo del Verdi non solo per Terni?“Senza nulla togliere al Caos e al Secci che sono strutture di livello nazionale e capendo tutti i problemi di natura economici, occorre ribadire che Terni e l’Umbria in generale hanno bisogno di un polmone così importante come il Verdi. Per la sua storia e perché la sua capienza consente anche un’economicità gestionale. La situazione della struttura era arrivata al capolinea, mi riferisco in particolare a tutti gli aspetti scenici e di accoglienza degli artisti, non era possibile proseguire in quel modo, ma ora c’è un vuoto che va colmato. La formula che ha definito l’Amministrazione Comunale di Terni, un intervento pubblico con il sostegno e un ruolo per i privati, mi sembra che possa funzionare per colmare questo vuoto e per restituire al territorio una struttura di prim’ordine. Sono fiducioso sulla risoluzione in tempi ragionevoli di questo problema”.