In Primo Piano

a cura dell'Ufficio Stampa del Comune di Terni

Piano strategico: un nuovo welfare per le nuove priorità

02.04.2012 - Quinto approfondimento del progetto proposto dal Sindaco alla città: le politiche sociali eque e rispondenti alle reali esigenze delle famiglie e delle emergenze

(Direzione Generale/Uff.stampa) - Il processo di pianificazione strategica della città si inserisce nel percorso avviato da tempo dall’Amministrazione comunale, diretto a ricalibrare il sistema locale di welfare. Questo percorso si è sviluppato intorno ad alcuni punti fermi: diritti di cittadinanza, inclusione sociale, azioni di contrasto ai fenomeni di povertà, sostenibilità di sistema e qualità sociale. Per comprenderlo, è opportuno tenere conto anche dello scenario istituzionale che lo regola, caratterizzato da forti spinte al cambiamento sancite dalla nuova legge regionale di settore e dal collegato secondo Piano sociale regionale oltre che dal sistema dei vincoli e delle risorse entro cui collocare una rinnovata organizzazione del sistema dei servizi alla persona e dei relativi programmi da realizzare.
Fra i meccanismi sociali che alimentano maggiormente il fenomeno complesso e multidimensionale delle povertà nel territorio ternano si segnalano: la precarizzazione della  partecipazione al mercato del lavoro da parte di un crescente segmento della popolazione attiva, il persistere del fenomeno di fuoriuscita precoce dal sistema formativo - educativo,  la crescente  difficoltà per le famiglie di arrivare a comporre una sufficiente dotazione di risorse economiche  (lavoro precario, sovra esposizione al credito per il consumo con valori medi regionali, e della provincia di Terni in particolare, superiori alla media nazionale, fenomeni di usura), la crescente vulnerabilità delle famiglie rispetto ad una serie di eventi che possono segnare pesantemente la capacità di adattamento relazionale e materiale sia verso l’interno che verso l’esterno, l’immigrazione irregolare.
Da questo punto di vista solo la promozione di politiche sociali attive, fondate sulla piena valorizzazione della persona e delle reti (istituzionali e non, formali e informali), sulla costruzione di un nuovo- saldo contratto sociale e su patti di solidarietà come modalità per co-costruire con gli stakeholder risposte condivise a problemi definiti insieme, possono innescare e alimentare processi virtuosi di contrasto ai meccanismi di esclusione sociale, costruire partnership fra i soggetti istituzionali e le reti relazionali comunitarie di tipo associativo e religioso, sostenere le reti relazionali informali, soprattutto nell’ambito della comunità di vita delle famiglie. Inoltre è indispensabile lavorare secondo la logica di integrazione tra politiche e servizi, sviluppando virtuose sinergie con le politiche del lavoro, quelle abitative, sanitarie, fiscali, di riqualificazione urbana, economiche, scolastico - formative e ambientali. Solo così sarà possibile delineare politiche che consentano di rispondere con successo alle molteplici esigenze del percorso di vita  delle persone e delle famiglie nelle sue diverse fasi.
Si tratta di processi complessi che devono però confrontarsi con la stringente e inevitabile necessità di contenere la spesa, in una prospettiva temporale pluriennale che impone l’obiettivo di ricercare la compatibilità finanziaria fra assetti organizzativi e programmi da realizzare, tenendo conto della forte divaricazione tra bisogni crescenti e mutevoli e risorse ridotte.

Il piano regolatore sociale
È questo il senso del processo partecipato, sviluppato attraverso l’attività costante di diversi gruppi di lavoro tematici, che ha portato alla definizione del Piano regolatore sociale, strumento strategico – organizzativo di natura volontaria che il Comune ha proposto alla città. Il Piano riconoscendo e salvaguardando le competenze, i ruoli e le responsabilità, istituzionali e operative di ciascun soggetto della città, ente, associazione, impresa, organizzazione sindacale, ente no profit, si è posto come spazio finalizzato a costruire attraverso un proficuo dibattito, interventi e progetti trasversali e integrati favorendo la promozione e il consolidamento di un welfare dello sviluppo e delle capacità.
Il percorso strutturato in più fasi, ha previsto la restituzione pubblica dei risultati al termine di ciascuno step, operazione che ha permesso di verificare in itinere l’efficacia delle azioni progettate e laddove necessario correggerle. Attraverso il confronto con gli attori sociali della città si è definita così un’agenda sociale di questioni che ha portato all’individuazione di cinque aree di intervento: servizi alla persona e integrazione socio-sanitaria, nuovi cittadini, abitare sociale, cittadini in crescita, occupabilità e fasce deboli, alle quali si aggiunge un approfondimento sugli anziani. La delibera di Giunta n° 80 del 13 marzo fornisce le coordinate che declinano operativamente, attraverso schede tecniche, il Piano Regolatore Sociale in relazione a questi cinque assi oggetto di intervento e inaugura la nuova programmazione sociale di territorio.
Con questa fase del lavoro si intende tradurre operativamente le priorità d’intervento individuate  nell’ottica di un modello di welfare che propone e sviluppa:
• politiche del corso di vita delle persone e delle famiglie, rivolte alla totalità della popolazione in un ottica promozionale e preventiva,  capaci  di sostenere le persone   che si trovano in  condizioni di fragilità o di  vulnerabilità sociale, sia attraverso il sostegno al singolo individuo o gruppo familiare sia  rafforzando  i contesti sociali,  nell'ottica di co-costruzione e valorizzazione del capitale umano e sociale;
• politiche sociali attive e integrate, in grado di favorire i percorsi di inclusione sociale e di connessione interistituzionale, di governance partecipata, valorizzando le specificità dei diverso attori e la loro capacità di azione; 
• politiche riflessive, capaci di monitorare e valutare gli effetti del proprio operato per produrre i necessari adattamenti rispetto alla dinamica dei bisogni, in rapida e costante evoluzione, e agli obiettivi di benessere ad essi correlati.
Le linee operative sviluppano quindi un piano di azione che sintetizza le risultanze fin qui emerse attraverso le proposte dei gruppi di lavoro tematici avviati, individuando  i  fronti di impegno e riflessione in un‘ottica di welfare equo e sostenibile e di politiche sociali attive e riflessive; individua, in un’ottica di programmazione partecipata,  gli attori sociali, principali interlocutori per l'attuazione delle azioni previste dal Piano e rappresenta un ulteriore tappa del processo di costruzione partecipata della nuova Agenda sociale per la nostra città, in una congiuntura socio-istituzionale difficile e problematica.

Un esempio concreto: Agenda 22
Un esempio di sviluppo concreto attivato dal Comune di Terni riguarda una serie di politiche finalizzate all’attuazione in sede locale di Agenda 22 , in accordo con quanto disposto dalle Nazioni Unite sul tema delle regole standard per le pari opportunità delle persone con disabilità. Terni è tra le prime città italiane ad aver aderito al progetto inserendolo nei più importanti strumenti di programmazione locale compresa la proposta di Piano strategico della città. L’obiettivo è di promuovere la redazione e gestione condivisa di un Piano locale per le politiche sulla disabilità e di sostenere un nuovo approccio culturale alle tematiche della disabilità, basato su un sistema articolato e coordinato di risposte integrate tra associazioni locali, Comune di Terni e Asl n. 4. Operativamente (come previsto dalla deliberazione della Giunta comunale n. 436 del 13/10/10) l’attività è affidata a un Tavolo di lavoro interistituzionale, a un Tavolo di lavoro interno al Comune e a tre Sottogruppi tematici operanti, rispettivamente, sulle aree accessibilità e mobilità, servizi alla persona e integrazione scolastica, per le quali è prevista anche una funzione di osservatorio.
Il Piano, per come ne viene proposta la costruzione attraverso i Tavoli e i Sottogruppi tematici, rappresenta un processo partecipato. Al Tavolo interistituzionale è affidato il compito di definire le linee di indirizzo e di perfezionare accordi e intese, acquisendo dal tavolo interno proposte di obiettivi strategico operativi e di rielaborazione del Piano. Il tavolo interno è a sua volta direttamente connesso ai  tre sottogruppi tematici, a cui è affidato il compito di elaborare le specifiche proposte d’azione. Nel corso del 2011 sono state attivate tutte le procedure per l’avvio dell’attività di Agenda 22 e nelle scorse settimane, con l’insediamento dei Tavoli, Agenda 22 si avvia verso l'operatività.

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