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Verdi: un bando per la vendita degli arredi

(ufficio stampa) – La Giunta comunale nei giorni scorsi ha approvato l’alienazione dei beni mobili dismessi presenti all’interno del teatro comunale Verdi, ritenendo che essi non siano più funzionali alle esigenze dell’Amministrazione. Contestualmente, la Giunta ha dato mandato alla direzione Attività finanziarie - ufficio Economato - di procedere con la pubblicazione del bando che avvia l’iter di alienazione.
Oggetto del bando saranno gli arredi, quali le poltroncine, ma anche il sipario e i tendaggi, che presentano caratteristiche tali da consentirne la vendita a soggetti pubblici o privati che ne facciano richiesta, sulla base di un valore economico, esplicitato nel bando, stabilito sulla scorta dello stato di sussistenza e conservazione. Più precisamente, i beni mobili oggetto di dismissione consistono in 943 poltroncine in velluto con struttura portante e schienale in legno, 13 sedute imbottite in struttura tubolare assemblate in moduli, 55 sedute in struttura tubolare in acciaio e seduta in plastica termoformata, set sipario in velluto per boccascena di dimensioni ml. 10.50 x 9.00 e 2 tendaggi in velluto.
Il bando sarà corredato dallo schema di gara, dal modello di domanda di partecipazione, dal modello di offerta economica e dalla documentazione fotografica degli arredi.
“Si tratta di lavori propedeutici all’avvio della nuova procedura che intendiamo adottare per il recupero-rinnovo del teatro – dichiara l’assessore ai Lavori Pubblici Sandro Corradi - per il Verdi è già iniziato un nuovo percorso dopo che l’Amministrazione ha valutato non accettabile il rapporto costi benefici del vecchio progetto procedendo, in linea tecnica, con la revoca dell’appalto sulla base di motivazioni che attengono alla sicurezza sismica. E’ ferma intenzione dell’Amministrazione comunale dare il via al cantiere quanto prima.  E’nostro prioritario obiettivo ricostruire nella sua bellezza il teatro, un patrimonio indispensabile, che deve essere riconsegnato alla città in quanto luogo simbolo della sua storia e della sua identità, restituendogli la funzione di fulcro della vita culturale e sociale da tempo perduta”.