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Lago di Piediluco: al lavoro per l’acqua e le sponde

(ufficio stampa) – E’ stato riattivato con una riunione questa mattina, all’assessorato, all’Ambiente di Palazzo Spada, il Ps3 il piano che si occupa delle stato di salute del lago di Piediluco. Presenti Comune, Regione, Sii, Umbria 2. Un tavolo, fermo dal 2014, che l’assessore Benedetta Salvati ha inteso riattivare alla luce del fenomeno  che  ha interessato i parametri microbiologici,  riscontrato nel periodo di Ferragosto.
La riunione è stata incentrata sulla qualità delle acque ma anche sulla difesa delle sponde, altro problema dello specchio di Piediluco.
In merito all’inquinamento idrico è stato deciso di aggiornare lo studio  apposito che coinvolge le regioni che influiscono nelle dinamiche di Piediluco: Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.  Per quanto riguarda i fenomeni prettamente locali la Sii ha escluso che i problemi che si sono verificati questa estate dipendano dal sistema fognario pubblico. E’ stato deciso di attivare controlli mirati, in una sinergia Sii, Arpa, Polizia Locale, per appurare la presenza di eventuali scarichi non autorizzati e per procedere alla loro identificazione.
Per quanto riguarda lo stato di salute delle sponde è stato deciso di aggiornare gli studi esistenti al fine di capire le evoluzioni che si sono avute negli ultimi anni anche alla luce delle dinamiche riscontrate in alcuni immobili attigui. E’ stato stabilito che la Regione si farà carico di inviare una relazione specifica alla Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino che ha competenza in materia.
“Abbiamo voluto – dichiara l’assessore Benedetta Salvati – riprendere il nostro ruolo di coordinamento e di sollecitazione nei confronti di tutti i soggetti che sono legati allo stato di salute del lago di Piediluco. Il Comune di Terni, infatti, non si vuole limitare a prendere atto delle dinamiche in corso e a gestirle con i limitati poteri a disposizione.  Ho quindi rimesso in moto tutti i tavoli interistituzionali presenti, perché per affrontare lo stato di salute del Lago non si può che lavorare in maniera sovra territoriale, fermo restando che siamo pronti ad accertare anche responsabilità locali.
Complessa è anche la vicenda delle sponde, con competenze diffuse e con procedimenti in corso, sottoposto  al vaglio del Tribunale delle acque. Noi diciamo che per ripartire occorra innanzitutto capire se siano stati fatti studi di verifica del dissesto delle sponde e dell’abitato, al fine di avere un quadro conoscitivo chiaro, che ci faccia individuare il reale problema e quindi intervenire di conseguenza”.

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