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"Imposta di pubblicità: nuovo piano di zonizzazione"

(ufficio stampa) - Parere favorevole in terza commissione - con 4 voti a favore e 3 astenuti - alla proposta della giunta sulla rideterminazione delle tariffe relative all’imposta di pubblicità e ai diritti sulle affissioni pubbliche, con aggiornamento dell’elenco delle vie in categoria speciale.
La Legge di Stabilità per l’anno 2019 ha introdotto infatti la possibilità per i comuni di aumentare tali tariffe, a partire dal 1° gennaio, fino al 50 % per le superfici superiori al metro quadrato. Il funzionario Stefania Finocchio della direzione Attività finanziarie ha ricostruito tutto il pregresso chiarendo che “l’imposta era stata presa in considerazione anche dal Commissario ed era già fissata alla tariffa massima e successivamente sono intervenute delle modifiche normative. L’imposta ha scontato un passaggio iniziale che ha permesso ai comuni di aumentare le tariffe oltre il massimo, del 20% per le superfici al di sotto del metro quadrato e del 50% per superfici superiori al metro quadrato, creando tariffe speciali che il Comune di Terni ha di anno in anno riconfermato. Poi con un decreto legge si è intervenuti stabilendo che i comuni non avevano la facoltà di confermare negli anni, ma limitatamente al primo anno, quello in cui è stata emanata la legge. Dopo una serie di ricorsi si è arrivati alla finanziaria di questo anno che ha riproposto la percentuale del 50% tralasciando, tuttavia, quella del 20%. La delibera in buona sostanza prende atto della novità introdotta dall’ultima finanziaria, aggiorna il piano di zonizzazione e proroga il termine di pagamento al 31 marzo.
In merito alla zonizzazione, ai fini di una più corretta applicazione del tributo, si è ritenuto di provvedere ad un aggiornamento dell’elenco delle località ricadenti in categoria speciale che di fatto estende la “zona in prima classe”. Una più equa distribuzione dell’imposta richiede, infatti, che venga valutata anche l’evoluzione del settore commerciale. L’ultimo elenco delle zone in tariffazione speciale risale agli anni ’90, quando la città era concentrata verso il centro e non aperta verso la periferia, per cui l’aggiornamento era necessario, ed è stato fatto cartina e pennarello alla mano, secondo i criteri dell’equità e della potenzialità commerciale. A titolo di esempio basti pensare che nel vecchio elenco era previsto il centro commerciale Il Polo, inserito tra le vie a tariffazione speciale, quando ancora non c’era il Pianeta che è sorto in una zona non rientrante tra quelle a tariffazione speciale, ora abbiamo cercato di ripristinare una situazione di equità, inserendo anche altre aree. Chiarisco, per completezza, che il Tuel obbliga solo ad innalzare al massimo le tariffe, ma non  alla maggiorazione che, tuttavia, dal 2005 è stata sempre applicata e che ora, con questa delibera e secondo quanto previsto dalla finanziaria, verrebbe applicata solo per le superfici superiori al metro quadro e non per la percentuale del 20%”.
Michele Rossi (Terni Civica): “Conosco bene la materia, vorrei prendere visione del regolamento e lavorare per migliorarlo soprattutto sulle disposizioni che riguardano i  metodi di applicazione. Ritengo che l’ imposta rappresenti un vero fardello per le imprese commerciali. Non concordo sull’’inserimento di alcune vie tra l’elenco di quelle su cui si andrà applicare la tariffa speciale, penso,  ad esempio, al vicolo dei Tintori, quindi rivedrei l’elenco per evitare generalizzazioni”. Paolo Angeletti (Terni Immagina): “Ricordo che la legge del mercato dice che per aumentare le vendite si deve ridurre il prezzo, quindi aumentare le imposte non è un incentivo per il commercio” Cristiano Ceccotti (Lega): “Credo sia opportuno fare un’analisi di un regolamento che risale al 2013. Per quanto riguarda la delibera di giunta, essa si allinea alla legge e all’evoluzione delle zone commerciali".
Valdimiro Orsini (Pd): "La legge prevede la possibilità, non l’obbligo per i comuni. Ho confrontato il vecchio elenco e il nuovo e vorrei conoscere i criteri con i quali sono stati inserite le vie, perché vedo che ci sono anche vie centrali come via dell’Arringo, delle Conce, ecc. Per il centro storico, la possibilità di inserire alcuni tipi di insegne non credo che sia opportuna e rilancio alla commissione questo approfondimento. Inoltre, sottolineo che dall’elenco rimangono escluse alcune vie, come via Radice e mi interrogo sui criteri. Infine, sono certo che l’individuazione delle vie a categoria speciale non rientra assolutamente nel dissesto”.
Leonardo Bordoni (Lega):  “Mi sembra di capire che il metodo seguito per la nuova zonizzazione sia un criterio di coerenza e equità, ma anche di potenzialità pubblicitaria, principio implicito che prende in considerazione le potenzialità di ritorno per l’azienda.  Si può riflettere sul fatto che nella normativa non si rintraccia un obbligo diretto ad aumentare le entrate, ma forse un obbligo indiretto. Infine, propongo di procedere alla votazione con l’impegno di fissare una nuova seduta della commissione per ridiscutere avendo a disposizione la planimetria e tutta la documentazione prima che l’argomento venga trattato in consiglio".  Alessandro Gentiletti (Senso Civico) :“Propongo una riflessione sull’opportunità di valutare la fattibilità con gli uffici tecnici di prevedere esenzioni per associazioni culturali, o che svolgano attività meritorie”.  Francesco Maria Ferranti (Fi): “Ritengo utile la considerazione del collega Angeletti. Allineare è necessario ma propongo alla commissione di collegare all’atto un impegno a verificare l’efficacia del provvedimento ad un anno di distanza. Federico Pasculli (M5s): “Ritengo sia utile poter avere a disposizione la cartina e non il semplice elenco delle vie, per evitare il rischio di un’applicazione delle tariffe iniqua o a macchia di leopardo”.