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Il Consiglio vota il piano economico sui rifiuti e la Tari

(ufficio stampa) – Questo pomeriggio il consiglio ha approvato con 18 voti favorevoli e 11 contrari il Piano economico finanziario della gestione integrata dei rifiuti urbani e di determinazione della tassa sui rifiuti – Tari per il 2019. Con 17 voti sono stati respinti gli emendamenti presentati dal M5s, dal Pd, dal consigliere Emanuele Fiorini.
Il piano finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani, presentato dall'Autorità Urbana Rifiuti e Idrico  Auri, dettaglia i costi del servizio che ammontano complessivamente a  20.461.17 5,90 euro cifra diminuita di 501.486,85 euro rispetto al 2018 grazie all'aumento in percentuale della quota della raccolta differenziata. La differenza dei 500 mila euro verrà riversata in un fondo per la copertura dei rischi legati ai crediti inesigibili.
Il Piano comprende il programma delle attività, il modello gestionale ed organizzativo, nonché le risorse finanziarie necessarie alla gestione dei rifiuti, tutti elementi che concorrono alla determinazione della tariffa. Tra i dati riportati nel Piano risulta una percentuale di raccolta differenziata nel 2018 pari al 74,62%, in crescita del 2% rispetto al 2017, la produzione pro capite pari a 479,66 Kg in diminuzione rispetto agli anni precedenti, un numero di compostiere distribuite nell’area comunale pari a 3585 unità ed un modello che raggiunge il 100% delle utenze e utilizza 154 unità di personale addetto alla raccolta e allo spazzamento.
Proprio in base al Piano finanziario e vista la necessità di costituire un fondo a garanzia dei rischi derivanti dai crediti inesigibili, la proposta di determinazione della Tari per il 2019 prevede che siano confermate, sia per le utenze domestiche che per quelle non domestiche, le tariffe approvate per il 2018 con delibera del Commissario Straordinario e che il tributo sia ripartito in due rate. La prima rata, in acconto, avrà scadenza il 15 luglio, mentre la seconda, a saldo, scadrà il 15 ottobre. Le rate saranno precedute da due avvisi di pagamento che verranno emessi il 20 giugno e il 15 settembre. I solleciti dovranno essere inviati da Asm entro e non oltre il 28 febbraio 2020, rendicontando al comune entro il mese di aprile lo stato delle notifiche.
“La determinazione della tariffa - spiega il sindaco Leonardo Latini - è stata fatta sulla base di un piano finanziario che prevede una riduzione dei costi di 500 mila euro. La proposta è di lasciare invariato il livello di tassazione per destinare questa minor spesa al fondo per la copertura dei rischi legati ai crediti inesigibili, anche perché ridistribuirli spalmandoli tra tutte le utenze avrebbe poco senso in quanto si tratterebbe di pochi centesimi di euro. Un altro importante risvolto della delibera consiste nei tempi assegnati all’Asm per il recupero nel caso di insoluto. Fino ad oggi i tempi di emissione degli avvisi erano incerti, ora si stabilisce che entro il 28 febbraio l’Asm deve inviare gli avvisi ed entro aprile relazionare al comune circa gli esiti. In questo modo aumenta la possibilità di riscossione da parte dell’Ente, una criticità che ha storicamente afflitto il comune di Terni. Sostanzialmente è stata integrata una carenza del contratto di servizio. Noi ci dobbiamo occupare dell’evasione 2018, il pregresso è competenza dell’Osl. Sul 2018 abbiamo dati parziali che attestano una percentuale di evasione del 33% che corrisponde a 7 milioni di euro, un milione in puù rispetto al passato, ecco il perché di questa delibera che va nella direzione di accorciare il lasso di tempo tra riaccertamento dell’insoluto e tutto ciò che ne consegue. Un obiettivo ulteriore è quello di giungere ad un regolamento propedeutico al passaggio alla tariffa puntuale che sarebbe un altro strumento importante per il contenimento dell’evasione”.
Emanuele Fiorini (misto): “Diverse anomalie. I 500 mila euro di risparmio sono stati messi nel fondo di accostamento, vorrei sapere dove è scritto questo. Il commissario ha detto che c’è stato un risparmio di 2 milioni e 820 mila, oggi invece solo di 500 mila euro. Come è stato possibile?. Vorrei che i 500 mila euro andassero a sostegno delle attività commerciali, un settore purtroppo in difficoltà. L’accantonamento è una beffa, perché con i soldi dei cittadini che pagano si vanno a coprire le mancanze di quelli che non pagano”.
Paolo Angeletti (Terni Immagina): “Vorrei maggiori delucidazioni sull’evasione, da che settori viene”.
Francesco Filipponi (Pd): “In effetti con il commissario i risparmi ammontavano a 2 milioni e 800 mila euro. In questo anno c’è stato un aumento ingiustificato dell’evasione, un milione di euro in più. La task force istituita ha lavorato solo sul 2014. Sul risparmio di 500 mila euro non condivido accantonamento sui debiti di dubbia esigibilità. Di fatto scoraggia chi paga puntualmente e chi fa la differenziata. Chiediamo emendamento sulla destinazione del risparmio di 500 mila euro”.
Alessandro Gentiletti (Senso Civico): “Noi chiediamo la tariffa puntuale che però non è stata adottata. Questa tariffa premierebbe la differenziata.  Una scelta politica significativa, che sancirebbe una discontinuità reale rispetto al passato. Tassazione equa per i cittadini. Sull’evasione situazione drammatica, l’Amministrazione non ha fatto nulla, neanche per contenerla, un milione in più di evasione”.
Orlando Masselli (Fdi): “Salta all’occhio la problematica quella dell’evasione che comunque non è un problema di ora. Sull’aumento dell’evasione nel 2018 occorre fare la valutazione della situazione della struttura comunale per lo scorso anno. Questa maggioranza vuole che si cambi passi, il prossimo anno i numeri ci daranno ragione. Bene sul 2014 a rischio prescrizione, ma occorre fare di più. C’è un problema di giustizia e di liquidità per il Comune”.
Federico Brizi (Lega): “Non condivido quello che dice l’opposizione si tratta di un atto dovuto. L’aumento dell’evasione è determinato dall’aumento che si è avuto delle tariffe, aumento dovuto per il dissesto. Il problema dell’esigibilità dei crediti è un problema di tutto il Paese. L’Amministrazione comunale di Terni sta contrastando il fenomeno, si tratta di un percorso difficile e complesso, anche alla luce della situazione economica cittadina”.
Michele Rossi (Terni Civica): “Sarebbe ora di attuare la tariffa puntuale. Un discorso di giustizia ed equità. Vorrei capire il perché dell’accantonamento. La task force va molto a rilento, non sta funzionando. C’è il rischio prescrizione per il 2014. Chiedo spiegazioni anche sulla diminuzione del risparmio”.
Luca Simonetti (M5s): “Questo atto rappresenta una iniquità. Si sta creando la prassi di cuocere gli argomenti in commissione e il giorno dopo portarli in consiglio comunale. Questo atto non è dovuto, poteva essere fatto diversamente. Ci sono scelte politiche come quello di far pagare le attività di ristorazione il triplo rispetto alle banche. Penalizzati anche i fiorai, le pizzerie al taglio, è stato deciso di non rimodulare la tassazione, il dissesto non c’entra niente. Si è andati a premiare la grande distribuzione”.
Cristiano Ceccotti (Lega): “La tariffa puntuale è nel piano dell’Ati ma deve essere assorbita nel regolamento sul quale stanno lavorando tutti gli enti. L’evasione è un tema che si ripercuote sulla città, fino a portare il comune al dissesto. Stiamo parlando di un intero piano finanziario che contiene  aspetti migliorativi, non c’è solo il fondo di dubbio esigibilità. Su questo punto c’è stata comunque una indicazione ben precisa del Ministero al momento dell’approvazione del bilancio. Il piano finanziario garantirà una maggiore pulizia della città, c’è l’incremento di 432 mila euro per lo spazzamento notturuno, servizi integrativi che ammontano a quasi un milione di euro: essenzialmente giri di raccolta aggiuntivi, anche notturni, a favore delle attività economica, principalmente quelle del centro città. Pertanto abbiamo aumentato i servizi e ridotto l’ammontare economico del piano che è di circa 20 milioni di euro, lasciando invariate le tariffe che già sono al minino come previsto dal Dpr del ’99. Il fondo di dubbia esigibilità rimane comunque a disposizione dell’Ente e non riguarda tutte le evasione fiscali ma i crediti di dubbia esigibilità come le aziende che chiudono o i decessi delle persone fisiche. Si è applicato insomma un criterio di scrupolo contabile nel redigere il piano finanziario”.
Emanuele Fiorini presenta un emendamento con il quale i 500 mila euro non sono accantonato ma destinati a diminuire le tariffe degli esercizi commerciali.
Valdimiro Orsini (Pd): “Avete promesso il cambiamento, avete promesso la lotta all’evasione. La Task force ha fallito. Si è passati da 6 milioni di evasione a 7, si sta mettendo a rischio il bilancio stabilmente riequilibrato che appunto era incentrato sulla lotta all’evasione. Il commissario Cufalo ha destinato alla riduzione della tassa, bisognava fare anche ora la stessa cosa, per dare un segnale a tante categorie che pagano le tasse e fanno la differenziata. Dovevano essere soldi che tornavano nelle tasche ma non ci tornano. Un danno e anche la beffa perché ora vengono modificate le tempistiche di pagamento, che ora sono ravvicinate”.
Emendamento di Francesco Filipponi che chiede che i 500 mila euro di risparmio siano a beneficio di tutti gli utenti.
Emendamento di Thomas De Luca (M5s) chiede riduzioni per alcune categorie che non producono per natura rifiuti indifferenziati riversadole invece sul altre come le banche, gli ipermercati, le attività industriali con capannoni..
Thomas De Luca (M5s): “Si favoriscono con  le attuali tariffe alcune categorie e se ne vessano altre, penalizzando le piccole attività commerciali. Ci potrebbero essere tutte le condizioni per passare alla tariffa puntuale ma non si vuole farlo. Una seduta di consiglio comunale shock. Stangata-Latini su commercianti e artigiani, cifre stellari che le imprese saranno costrette a pagare in cambio dell'incompetenza del centrodestra. La Lega a Terni è il partito delle banche, delle megacatene di ipermercati, delle multinazionali, il partito dei poteri forti. Siamo indignati per il modo in cui in maniera vergognosa è stato bocciato il nostro emendamento che avrebbe dato una boccata d'ossigeno a imprenditori che probabilmente saranno costretti a chiudere i battenti. Come Movimento ci attiveremo con una campagna di volontinaggio capillare per far conoscere le scelte politiche di questa amministrazione in tema di Tari". Alessandro Gentiletti (Senso Civico): “Nessuna risposta da parte della giunta. La mancata replica della giunta è un atto di insensibilità nei confronti della città. Non c’è discontinuità anche su questo tema. Il mio voto nettamente contrario”.
Emanuele Fiorini (misto): “Ho fatto delle domande, ho chiesto di visionare degli atti, voto di astensione e chiedo anche di sapere se la maggioranza mi considera parte di essa”.
Michele Rossi (Senso Civico): “Voto a favore della maggioranza, mi asterrò sul emendamento dei Cinque Stelle perché sono convinto che in effetti si possa intervenire sui conficenti come loro propongono”.
Maurizio Cecconelli (Fdi): “L’emendamento dei Cinque Stelle richiederebbe un approfondimento che non può essere fatto ora. Sugli emendamenti del Pd e di Fiorini non sono d’accordo perché i 500 mila euro non vanno per colmare l’evasione ma i crediti inesigibili”.
Leonardo Bordoni (Lega): “E’ normale che ci sia stata un maggiore risparmio nel 2017 perché è entrato in vigore la raccolta differenziata. I 500 mila euro del 2018 sono un ulteriore miglioramento.  Il ragionamento dei Cinque Stelle è anche meritorio, ma siamo in ritardo, oggi dobbiamo uscire con i numeri certi. Il fondo di accantonamento è richiesto dal Ministero, se spalmato sulle utenze oltretutto porterebbe un risparmio di pochi centesimi ad ognuno”.
Francesco Filipponi (Pd): “Mancanza di rispetto la mancata replica dell’Amministrazione Comunale. Nella nota del Ministero non c’è una nota sul fondo di dubbia esigibilità. Il voto del Pd favorevole agli emendamenti, contrario alla delibera”.
Valentina Pococacio (M5s): “L’emendamento era tecnicamente ammissibile, se c’è una bocciatura è di tipo squisitamente politica. In un anno non vi siete posti il problema delle piccole attività che pagano più di una banca, di un’impresa artigiana che paga più di una industria. Questa poteva essere una misura concreta a favore delle attività del centro storico, un impegno politico che non c’è stato avete preferito gli ipermercati all’ortofrutta. Avete preso i voti governate, potevate prendervi in carico i problemi delle piccole imprese”.
Paolo Angeletti (Terni Immagina): “Anche nella maggioranza si sono palesate istanze sull’approfondimento, sarebbe meglio rinviare il punto”.
Lucia Dominici (Fi): “Ci prendiamo responsabilità politica di condividere il lavoro della giunta, l’accantonamento è essenziale. Altrimenti ci sarebbe stato un risparmio di cinquanta centesimi ad utenza.  Non occorre intervenire adesso, ma quando si avrà la tariffa puntuale. Saremo di sprono affinché si arrivi a questa tariffazione, anche al fine di tutelare le piccole attivià commerciali, in particolare quelle del centro ”.