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Emissioni Ast: in 2°commissione il confronto con la Regione

(ufficio stampa) – Si è svolta questa mattina in 2^ commissione consiliare l’incontro con i responsabili dei procedimenti autorizzativi in materia ambientale, Cristiana Simoncini responsabile AIA, AUE dell’Arpa, Andrea Monsignori e Paolo Grigioni responsabili della sezione Ispezione e Controlli della Regione dell’Umbria  per approfondire l’atto  di indirizzo presentato dal gruppo consiliare M5s sulla repressione del fenomeno delle emissioni non captate del Polo Siderurgico. Adozione immediata del sistema di videosorveglianza dei punti di emissione. Il Presidente Orlando Maselli (Fratelli d’Italia) ha tenuto a precisare in merito al passaggio dell’atto in commissione, che il rinvio è stato fortemente voluto per rispondere ad un bisogno di serietà  nel voler affrontare con un approfondimento serio temi fondamentali che toccano tutti, come, la salute e l’inquinamento .
Thomas De Luca (M5s) illustra l’atto: “Al di là del dispositivo vorrei fare dei chiarimenti. In primo luogo in base a quello che ha scritto la Regione e quello che ha scritto l’Arpa, noi non stiamo a discutere sulla qualità della presenza dei metalli pesanti che non derivi dalle polveri non captate che chiaramente è uno dei problemi a Terni. Noi dobbiamo lavorare su due fronti: da un lato gli interventi che devono andare ad abbattere le emissioni, e dall’altro, sulla attività di repressione con controllo sistematico di questi fenomeni che non devono accadere e che oggettivamente può avvenire solo con ulteriori sistemi. Le attività di monitoraggio risalgono al 2015. La risposta di allora di Arpa fu che per quanto riguardava il monitoraggio non c’era stata alcuna anomalia. Questo perché la dispersione delle polveri non passava per i punti di emissioni. Quindi occorre intervenire sui due fronti, come già detto.
Benedetta Salvati assessore all’Ambiente: “Rispetto a questo atto volevo chiarire due cose. Il passaggio in commissione è stato fatto solo per riuscire a realizzare un atto istruttorio che fosse il più possibile ampio, dettagliato e rappresentasse uno strumento realizzato con tecniche di base scientifiche ed amministrative. Era quindi necessario un confronto con gli istituti deputati al controllo. Non può essere fatto solo un controllo repressivo che sarebbe una azione  riduttiva. Il controllo è uno strumento adatto, ma monitoraggio e conoscenza vera di quello che accade in acciaieria, sulla frequenza, durata, provenienza di fumi in base ai cicli produttivi dei reparti, serve a capire davvero se possono essere  pericolose. Le emissioni fuggitive non sono un problema di oggi. Non accetto critiche politiche da parte di chi ha governato ma non ha mai trovato soluzioni. Vorrei uscire da queste sterili politiche su tematiche che hanno una valenza universale e devono appartenere a tutti, sia a gli amministratori che ai cittadini. Bisogna ragionare e dialogare in modo serio con tutti i protagonisti, politici, produttori, controllori per cercare di aprire un dialogo che sia a tutela dei lavoratori, dei cittadini e di tutti”.
Andrea  Monsignori Responsabile Sezione Ispezione e Controlli Regione dell’Umbria: “Non sono ingegnere, ma ho un percorso molto variegato in Regione e dal  1 agosto del 2018  ho la responsabilità del settore ambientale. Nel 2010 la Regione dette la sua prima Aia - Autorizzazione integrata ambientale che non va a scadenza. Il regime autorizzativo agli impianti impone ai gestori la periodica rivisitazione delle autorizzazione concesse. Questo perché la ratio del processo trova il fondamento nel periodico miglioramento delle stesse, imponendo l'ottimizzazione degli impianti al gestore, ogni 10 anni. Ci sono stati molti provvedimenti dal 2010 ad oggi che hanno dimostrato un miglioramento. Dietro c’è tutto un lavoro che viene fatto a livello comunitario sull’adeguamento delle linee europee per la salvaguardia della prestazione ambientale. Abbiamo concluso dopo un lavoro enorme, di non rinnovare l’aia perché ad oggi manca una parte. Ovvero capire come il rifiuto che produce l’acciaieria viene smaltito. Vogliamo capire come possa essere contenuta la produzione dei rifiuti. Oggi questo tema è conosciuto come economia del sistema circolare, allora, dieci anni fa ci ponevamo il problema, anticipando le preoccupazioni di oggi. Abbiamo quindi fatto un riesame. Ci siamo fermati quindi a riflettere su tutto il polo siderurgico. Noi avevamo già tracciato un percorso nella Conferenza dei servizi, a novembre dicevamo di fare un aggiornamento per poi a giugno fare una secondo esame. Le emissioni sono la parte minore del problema. Già dagli anni 2010 la società ha fatto molto. Oggi questa parte nel rapporto istruttorio approvato e che diventa il canovaccio di lavoro affronta  anche il problema delle emissioni non captate. Quello che noi con l’atto abbiamo voluto èche il gestore presenti un progetto esecutivo che ci consenta di affrontare anche il problema delle emissioni non captate. Abbiamo fatto un apparato prescrittivo in cui ci sarà una valutazione di quanto incidono le emissioni in termini di presenza di metallo, e negli altri reparti dell’acciaieria. Ci sono stati una serie di accadimenti che potrebbero dare l’impressione che ci sia poca attenzione ad eventi di questo,  ma così non è. Noi ci ripromettiamo di rafforzare le procedure in capo al gestore di registrare ed indagare questi avvenimenti. Sulla base delle migliori tecniche presenti in materia, ci riserviamo di capire se il sistema di videosorveglianza è veramente utile e se lo usano anche altri paesi. Credo che dietro ci sia un softweare e una lettura ottica. Prima di inserirlo, come prescrizione, nel abbiamo bisogno di capire come gestirlo. C’è un apparato sanzionatorio che dobbiamo studiare. Noi dobbiamo rafforzare le misure in capo al gestore. Questo sicuramente lo stiamo facendo, Sul sistema di controllo, ci riserviamo di capire come gestire questo sistema che potrebbe portarci fuori strada. Vogliamo capire bene quali sono le cause delle emissioni e quali possono essere i modi per non farle accadere.
Orlando Masselli (Lega): “ Faccio una sintesi. La Regione è attiva nel processo di rinnovo delle procedimento autorizzativo che passa attraverso una serie di procedure ed integrazioni. Il dirigente che è qua ci ha detto che si richiede alla proprietà le migliori tecniche e sul suggerimento del M5s non sappiamo se questa è una misura che può essere adottata nell’immediato e come possa essere gestita”.
Cristiana Simoncini responsabile Aia e Aua e dell’Arpa: “Volevo allacciarmi all’intervento precedente facendo una breve premessa.  Ci sono problemi differenti con soluzioni differenti. Il diffuso deve essere declinato in situazioni diverse. Le emissioni diffuse ci sono, diversi punti all’interno della acciaieria. Bisogna attuare in maniera pronta quanto stiamo già facendo. Capire quali aree e quanto si disperde. Altra cosa sono le emissioni fuggitive. Nel novero ce ne sono di diversa natura.  Poi ci sono quelle diffuse, non captabili. Nell’atto autorizzativo abbiamo individuato i reparti che devono dotarsi di altri strumenti. C’è un pacchetto di fuggitive che possono essere captate. Poi ci sono una serie di emissioni, dovute ad incidenti, situazioni non completamente conosciute. Quello che voi avete segnalato, si riferisce a situazioni di emissioni di tipo fuggitivo Una quota parte rientra nella gestione di incidenti che devono essere gestiti in un determinato modo. Una altra parte sono all’interno di . Voi avete manifestato il bisogno di emissioni fuggitive che un sistema di videosorveglianza non risolverebbe. Hanno durata breve, perché legate a fenomeni del processo produttivo che fa qualcosa di non previsto. Fino a che il fenomeno non accade non c’è lista di accadimenti. I sistemi di videosorveglianza, se ci fossero stati, avrebbero dovuto avere delle letture di tipo ottiche molto spinte, non sempre percepibili a livello tecnico. Che tipo di sofweare può gestire una cosa del genere? Demandare ad applicazione della codifica di un segnale visivo del tutto aspecifico. Le situazioni possono essere gravi, ai fini dell’inquinamento. Dato che la situazione è complessa da controllare, Invito quindi capire quale aree devono essere videosorvegliate”.
Thoma De Luca: “Secondo noi andrebbero videosorvegliate tutte le aree”.
Cristiana Simoncini:”Non ha senso farlo per tutti i reparti. Io non ho preclusioni mentali. Sto solo cercando di tradurre operativamente  una proposta. Ci sono reparti che non sono inquinanti. Mettere allarmi su sistemi di lavorazione a freddo non ha senso. Farlo sui reparti di lavorazione a caldo, sì. Dove ci sono sistemi sui convertitori, qualcosa non ha funzionato. Le ultime segnalazioni su situazioni di raffreddamento non avevano nulla di urgente dal punto di vista di allarme. Non bisogna andare in maniera aspecifica con la videosorveglianza su tutto perché non risolverebbe nulla”.
Thomas De Luca (M5s): “Non riesco a capire da che cosa è stato prodotto il clima allarmistico. La dottoressa Simoncini deve ricordare tutti gli incontri fatti in passato. Quattro cinque anni fa facemmo un incontro in cui rebbi modo di proporre le mie idee. Ritorniamo su questo tema perché le problematiche sono ricorrenti, continuano a sussistere ad essere presenti. Mi dispiace partire dalla repressione. Avrei preferito parlare di interventi strutturali. Non vogliamo solo utilizzare la repressione. Il monitoraggio visivo nasce dall’esigenza di monitorare, dare degli strumenti a livello probatorio per futuri interventi. Vi invito a venire con me in via Puglie tutti i giovedì sera per poter vedere come il fenomeno delle polveri di Prisciano sia ancora presente e visibile. Qui parliamo di emissioni fuggitive che non dovrebbero esistere. E’ qui l’importanza dello strumento. Queste applicazioni vanno a rivelare a livello di immagine le anomalie. Spetta a voi controllare poi che tipo di anomaliadi. E’ chiaro che questa tipologia è uno strumento in più. Il costo è irrisorio. Porre un sistema di videosorveglianza rispetto ai punti significativi è irrisorio. Non riesco a capire i problemi dal punto di vista normativo o di privacy che non andrebbero a rilevare niente di problematico. E’ uno strumento che da un attestato, restituisce una traccia. Facciamo una rilevazione di quegli impianti che sono significativi. Io ho continue comunicazioni da parte dei cittadini e dei lavoratori all’interno del polo che vorrebbero parlare ma che non possono per paura della proprietà. Credo che dobbiamo tutelare anche loro e metterli nella condizione di poter parlare di cosa avviene dentro il ciclo lavorativo. Se da parte della proprietà riscontriamola voglia di investire anche a livello di politiche ambientali, questo da la lettura di quanto siano interessati a mantenere il polo a Terni.
Sergio Armillei (Lega): “Sono favorevole al sistema di videosorveglianza. Non c’è monitoraggio attraverso le camere sui sistemi di controllo dal punto di vista normativo. Ad Aosta lo hanno fatto. Possiamo fare anche un atto congiunto”.
Claudio Fiorelli (M5s): “Inizio partendo alla larga. La situazione ambientale a Terni è drammatica. Per cui anche singole emissioni occasionali hanno una loro rilevanza che si vanno ad aggiungere all’inquinamento che c’è da più parti. I dati sanitari confermano la  preoccupazione che c’è. Concordo con De Luca sul fatto che impiantare telecamere è possibile, anche in base alla normativa anche sulla privacy. In base all’autorizzazione dell’ispettorato del lavoro è possibile mettere il sistema di videosorveglianza. Questo può essere anche un deterrente. Sono più attento nei processi produttivi. Ha funzioni preventive oltre che a posteriori. Dove mettere i sistemi, lo dovete dire voi. Io li metterei ovunque, se non è possibile, decidete voi dove. Io non posso permettermi ulteriori aggravi a Terni, perché ulteriori tasselli fungono da moltiplicatori agli elementi inquinanti già esistenti. Ecco anche l’importanza dl numero verde. Dove ho poco monitoraggio, anche l’aiuto di altre persone può aiutare a non farsi sfuggire elementi importanti. Limitare e ridurre il più possibile ogni emissione è importantissimo. Si può fare tutto se c’è la volontà. La situazione ambientale è drammatica e non possiamo permetterci ritardi o debolezze davanti a situazioni del genere.
Alessandro Gentiletti ( Senso civico): “Io intervengo dicendo che sono il primo a sostenere che la politica non si deve sostituire al tecnico, noi stiamo chiedendo che ogni Ente debba fare il proprio lavoro e farlo meglio. Non ho capito ancora che ostacoli che ci sarebbero dal punto di vista tecnico al posizionamento dell’impianto della videosorveglianza. Anche sulla privacy non vedo la presenza di problematiche particolari. A mio giudizio è interesse di tutti, collaborare e prevenire fenomeni di inquinamento. Vorrei prendere una decisione che fosse rispettosa della parte tecnica”.
Valdimiro Orsini (Pd) : “Stiamo affrontando una situazione molto delicata che ha impatto sulla salute e sulla vita dei cittadini. Va affrontata senza alcuna polemica. La fabbrica è molto complessa . Ci ho lavorato per oltre trenta anni. Si fa acciaio e al di là di tutti i sistemi di controllo, si possono verificare situazioni di criticità. Sto vedendo che regione ed aia stanno facendo il loro lavoro. Sulle questioni avvenute negli ultimi tempi, mi sembra che l’aggiornamento dei sistemi autorizzativi stia facendo questo. Quello che mi preoccupa è quello che non si vede non quello che si vede. Sono favorevole al sistema di videosorveglianza purché utilizzata al meglio la politica deve costruire e facilitare  un sistema dove tutti siano coinvolti, proprietari, sindacati, cittadini. Tutti insieme possiamo andare verso la soluzione di un miglioramento dal punto di vista ambientale. Monitorare tutto e tutti insieme".
Orlando Masselli (Fratelli d’Italia): “Concordo nell’eliminare ogni tipo di polemica che vorrei lasciare fuori da questa commissione voglio apportare elementi informativi atti a trovare una soluzione”.
Marco Cozza (M5s): “Come diceva il collega De Luca noi non vogliamo mettere in piedi un sistema di allarmismo. Vogliamo solo che un sistema di videosorveglianza non accende le sirene davanti alla possibile emissione, ma accende l’attenzione davanti ad un problema. Non possiamo oggi permettere che l’acciaio venga fatto altrove ma credo che esistano dei sistemi di monitoraggio tipo quelli messi dall’Anas che rileva anche l’emissione dei fumi. Io metterei la videosorveglianza da per tutto, sapendo quali siano però i reparti più pericolosi. Una attenzione dovuta ad una problematica seria.
Sara Francescangeli (Lega): “Per quanto mi riguarda credo che la videosorveglianza visiva sia importante ma non sia l’unico strumento da utilizzare. Vorrei proporre una sospensione in modo da confrontarci con i  cinque stelli e realizzare un documento di commissione che parta da un confronto con i tecnici ma anche con la proprietà”.
Cristiana Simoncini: “Volevo puntualizzare il mio intervento. Volevo rappresentare la difficoltà nel tradurre operativamente, in processi operativi, quello che si propone. La  videosorveglianza che vede a posteriori quanti episodi ci sono stati, riferirli a situazioni particolare, vedere il reparto di provenienza è un conto e mi  trova favorevole. Non mi trova d’accordo se viene usato come strumento in livello di emergenza. E’ ragionevole parlare di soglie di emergenza laddove la significatività degli episodi è alta. Ma è differente tra caso e caso. Tradurre le vostre volontà in operatività in un sistema di emergenza, allora  si deve strutturare in un certo modo, se invece si usa l’approccio diverso, ovvero un sistema di videosorveglianza non utilizzabile per l’emergenza, allora si deve usare un altro approccio”.
Paolo Grigioni Responsabile sezione Controlli: “Il mio ruolo in Regione è quello di dare il mio parre tecnico agli atti affinché siano efficaci in termini di legge. Dobbiamo essere quanto mai rigorosi nella stesura dell’atto affinché sia legittimo. Nell’emissione dell’autorizzazione Aia, la preparazione dell’atto segue un iter procedurale complesso. Voi chiedete se è possibile inserire una prescrizione, ovvero un vincolo nell’emanazione dell’autorizzazione. Noi ci riserviamo di valutare, perché occorre verificare se una proposta proveniente dalla amministrazione comunale, possa essere inserita come vincolo, e se possa essere tradotta come prescrizione. Ci saranno le verifiche del caso.
In realtà la normativa dice che le amministrazioni possono suggerire delle prescrizione di monitoraggio, ma gli oneri ricadono sul gestore e quindi quando si propone un sistema nuovo occorre capire se poi il sistema sia certificato anziché sperimentale. Dobbiamo capire. Volevo evidenziare la decisione di inserire non è discrezionale nè immediata, ma deve passare attraverso la conferenza dei servizi.  Parlando di metodi ottici strumentali, che rilevano come una radiazione elettromagnetica viene assorbita da determinate specie chimiche. Questo si fa per il monossido di carbonio. Per quanto riguarda le polveri non esiste una tecnica ottica che lavori con infrarossi in grado di rilevare il cambiamento in infrarosso. Dobbiamo essere consapevoli che una telecamera di questo tipo può confondere il vapore e possiede dei limiti intrinseci. Noi pensiamo a dei sistemi di sorveglianza più selettivi. Non c’è solo il sistema ma una serie diversa di tecniche da potenziare e da valutare. Non c’è un problema di privacy, ma più un problema tecnico. Bisogna capire quindi quali sistemi siano i migliori da utilizzare in questi casi.
Orlando Masselli: “Ringrazio il Dott. Grigioni”.
Thomas De Luca (M5s) : “Il nostro atto non deve  andare ad inserire dettagli che non ci competono. Noi dobbiamo fare un appello politico”.
Paolo Angeletti (Terni Immagina): “Nessuno vuole creare allarmismi automatici o fare propaganda. Provo imbarazzo nell'ascoltare che dobbiamo sentire l’Ast. Perché si dovrebbe opporre alla presenza di sistemi di videosorveglianza? Non credo che possa opporsi. Se ci sono emissioni fuggitive, sarebbe meglio anche per loro una loro registrazione. Non vedo che opposizioni possano esserci anche a metterli nelle prescrizioni. Suggerisco anche che venga audita anche la proprietà”.
Paolo Cicchini (Lega): “Non sono competente in materia, ma davanti al fenomeno dell’inquinamento dobbiamo fare in modo di utilizzare tutti gli strumenti atti a risolvere il problema. Non spetta a noi, però suggerire quali strumenti”.
Alessandro Gentiletti  (Senso Civico): “Il discorso di consultare la proprietà sarà utile solo dopo che noi avremmo espresso il nostro indirizzo politico. Noi dobbiamo proporre l’indirizzo poi saranno i tecnici a gestire le varie difficoltà. Noi affrontiamo solo la questione di principio. Da questa audizione emerge la possibilità di intraprendere questo percorso, che non deve essere legato, però alla proprietà. Ringrazio i tecnici per i chiarimenti utilissimi. Per gli aspetti tecnici se ne occuperà chi di dovere”.
Claudio Fiorelli (M5s): “Anche io concordo con quanto detto da De Luca e Cicchini riportando la questione ad una più in generale. La videosorveglianza non è la panacea di tutti i mali. Quanto proposto da De Luca su un sistema che mantenga il controllo su cosa avvenga a Terni è indispensabile perché evidente che il livello di inquinamento è talmente alto che qualcosa, in passato non ha funzionato. Dobbiamo quindi migliorare quello che è stato fatto in passato, ma a questo dobbiamo aggiungere qualcosa in più. Per cui che sia la videosorveglianza o altro, spetta a voi decidere gli strumenti più adatti a quel problema . Quello che è stato fatto non è sufficiente. Noi continueremo a vigilare sul problema e sull’operato del controllore. Per voi è un lavoro e per noi il lavoro è vigilare su questa situazione”.
Michele Rossi (Terni Civica): Di grande utilità è stata l'audizione dei tecnici e dirigenti arpa e regione umbria di questa mattina in II Commissione Consiliare. Esiste il problema delle emissioni non captabili dell'Ast. Più casi negli ultimi mesi denunciati dai cittadini. Occorre capire, gestire e anche prevenire questi accadimenti. Nella attuale e delicata situazione ambientale della città deve essere massima l'attenzione anche verso questo tipo di incidenti. Quanto accade imprevedibilmente nell'azienda deve essere registrato e non sfuggire facilmente... e non può essere il cittadino dal balcone di casa ad accorgersi di questi incidenti e denunciarlo su facebook. Se l'obiettivo e' avere la sicurezza che tali fenomeni non sfuggano più, un sistema di videosorveglianza può essere la soluzione. Telecamere puntate su ast, che potrebbero anche essere inserite nell'autorizzazione ambientale, avrebbero oltre ad una utilità di controllo rappresenterebbero un deterrente come in generale avviene con l'inserimento di tali sistemi. Ma possiamo accontentarci solo di questo? Interroghiamoci piuttosto su come poter tradurre la videosorveglianza in processi operativi...Come si può attivare con la videosorveglianza un intervento in emergenza?
La videosorveglianza, cosi come tecnologicamente ci viene fornita (cosi ci hanno detto i tecnici intervenuti) può essere utile solo per lo studio postumo dell accaduto, per valutare il numero e la tipologia dei casi... Difficile puntare ad una utilità diversa utilità se queste telecamere non vengono gestite attraverso un software in grado di valutare il visivo...(esiste?) Utile sarebbe anche solo collegare lo stesso ad una centrale operativa capace di visionare le immagini in tempo reale e lanciare la richiesta di un veloce intervento per fermare quanto sta accadendo e analizzare quanto fuoriuscito. In altro modo le telecamere hanno solo l'utilità di registrare semplicemente l'accaduto che allo stato attuale rappresenterebbe comunque una novità ma inadeguata al problema. La commissione dovrà dunque approfondire la tematica con l'obiettivo di predisporre un atto comune. Perché su questi temi non possono esserci divisioni di parte.
Lucia Dominici(FI) : “Sono molto soddisfatta dell’audizione di oggi in seconda commissione poiché dimostra l’attenzione della giunta e delle forze politiche di maggioranza sul tema dell’ambiente. Una attenzione concreta che, tra l'altro, ha lo scopo di individuare misure concrete ed efficaci senza perdersi in allarmismi e misure “populistiche” che poco hanno a che vedere con una risoluzione seria delle emissioni fuggitive. Argomenti come questi non posso prescindere da un confronto serio e continuo con tutti gli operatori, compresa la Regione, politica e tecnici devono lavorare insieme per migliorare le misure ad oggi previste ed applicate e magari individuare nuovi protocolli, migliorativi dal punto di vista del monitoraggio già previsto, a vantaggio del territorio e dell’impresa”.
Sergio Armillei (Lega): “Tecnicamente i tecnici ci hanno spiegato le differenze tra l’impianto di monitoraggio e quello di allarme. Ci sono delle applicazioni che analizzano le fotografie che noi usiamo anche in medicina. Si possono avere delle indicazioni della differenza delle bande e dei colori però è una indicazione generica e non specifica. Partirei dall’ipotesi della verifica della frequenza e della tempistica dell’emissione. Poi se ci sono strumenti più precisi, ben vengano”.
La maggioranza sposa la richiesta di De Luca di approfondire l’atto affinché venga redatto un atto congiunto di commissione.
Thomas De Luca (M5s): “Accolgo la richiesta di formare un mini gruppo di lavoro con due o più persone, Fiorelli ed Armillei, maggioranza e minoranza. Le persone mi sono state comunicate. Chiunque può partecipare.
Orlando Masselli (FdI) : “Concordo che ci sia un gruppo di lavoro snello che segua questo approfondimento”.
Alessandro Gentiletti (Senso Civico): “Accolgo la proposta di De Luca che è una forma di rispetto della maggioranza. Diamo fiducia che in tempi strettissimi riusciremo a fare un atto di indirizzo. Spero che sia sottolineata la disponibilità a non rivendicare la paternità dell’atto”.