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Cellule staminali: "Occorrono almeno 600 mila euro l'anno"

(ufficio stampa) - Questa mattina in 2° commissione è stato audito il presidente della Fondazione Cellule Staminali, il professor Alessandro Sanguinetti. 
"All'indomani - dichiara la presidente della commissione consigliare Rita Pepegna - della modifica dello statuto che consente l'ingresso di nuovi soci sostenitori e finanziatori, abbiamo chiesto ai vertici  della Fondazione di fare il punto della situazione. Ringrazio il professor Sanguinetti per la disponibilità e soprattutto per il suo report franco e chiaro. Così come ringrazio il professor Angelo Vescovi e i suoi ricercatori per tutto quello che stanno facendo, superando non poche difficoltà. La presenza della Fondazione a Terni è in linea con i nuovi contenuti che la città si vuole dare, quella della ricerca, dell'innovazione, della sperimentazione". 
Pepegna seduta dedicata alla Fondazione, ringrazio il Prof. che ci ha dedicato questo tempo per chiarire come sta andando avanti il progetto delle cellule staminali, ringrazio anche il vicesindaco Giuli. L’esigenza emersa in commissione quando si è parlato della modifica allo statuto, in quella sede si è chiesto di approfondire il tema della ricerca, per capire meglio a che punto è.
"La storia della fondazione è molto lunga - ha detto Alessandro Sanguinetti - per molto tempo è stata confusa con la fondazione Agarini. La fondazione Cellule Staminali nasce dal febbraio 2006, con un consiglio di soci completamente diverso dalla fondazione Agarini. I progetti hanno raggiunto oggi risultati molto soddisfacenti. Sul sito della fondazione ci sono tutte le informazioni di dettaglio sullo stato dei progetti. Altra distinzione doverosa è tra la Fondazione e la Cell factory, l’ambiente in cui vengono prodotte le cellule staminali neurali adulte, ovvero un’officina per il farmaco ad alta specialità per combattere le malattie degenerative, che si trova all'interno dell'azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. Voglio ricordare che in italia fino alla fine del 2018 ce ne erano soltanto 16. La Fondazione, invece, finanzia e promuove la ricerca, non ha un ruolo tecnico.
La fondazione è stata creata da 5 soci: il Comune di Terni, la Camera di Commercio, la Diocesi di Terni, Narni Amelia, l'Istituto Superiore di Sanità e la Fondazione Carit. Ogni socio ha finanziato la ricerca in misura variabile, inizialmente sono stati acquistati i macchinari e acquisite le autorizzazioni Aifa. Nel 2011 la legge Finanziaria ha impedito la contribuzione degli enti pubblici per gli istituti di ricerca, anche la Diocesi ha avuto problemi di contribuzione, la Camera di Commercio nel 2014 ha chiesto di uscire e in sostanza è rimasta la Fondazione Cassa di Risparmio e le risorse provenienti da finanziatori come le case farmaceutiche o i finanziamenti europei. Ora stiamo alle soglie della fase sperimentale 2 nella quale si vanno a trovare gli effetti benefici della tecnica messa a punto. Ci vogliono trai 150/200 pazienti, vuol dire una spesa tra 450 e 600 mila euro perché ogni lotto di cellule da trapiantare costa 15 mila euro. E’ partita inoltre la fase uno per la sclerosi multipla. La modifica dello statuto si è resa necessaria  perché sono finiti i finanziamenti a disposizione.  Trovare nuovi soci per andare avanti nella ricerca.  Modifica statutaria che consente coinvolgere più finanziatori e soci, senza mortificare apporto di nessuno. Per far funzionare la struttura di Terni anche per quanto la ricerca ci vogliono circa 600 mila euro l'anno. Dubito che noi andremo a trovare questa somma, ma comunque l'ingresso di nuovi soci, come una seconda università, è molto importante”.
"La casa di cura di San Giovanni Rotondo paga  i 5 ricercatori - ha concluso Sanguinetti -  Il professor Vescovi dal 2016 rinuncia al suo compenso si tratta di 500 mila euro, anche io rinuncio al mio compenso. Le spese di manutenzione  ammontano a 200 mila euro l'anno, pari al  contributo della Fondazione Carit".
Il vicesindaco Andrea Giuli: “A nome dell’Amministrazione comunale e del sindaco Latini intendo ringraziare il professor Sanguinetti per la sua chiara esposizione. Vicenda complessa che il Comune continuerà a seguire, ha approvato la modifica statutaria, prova che al Comune sta a cuore la vicenda. Il Comune non potrà fare più di tanto, non può mettere risorse proprie nella Fondazione, ma potrà svolgere una opera di sensibilizzazione per individuare nuovi finanziatori. L’esperienza va sostenuta, è l'ennesima sfida che segue la città”.