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Cascata, cambia la ripartizione dei proventi

(ufficio stampa) – Approvata la convenzione per la gestione e la valorizzazione della Cascata delle Marmore discussa questa mattina in seconda commissione consiliare. La convenzione definisce i rapporti tra Provincia e Comune -  soggetti proprietari della Cascata - le responsabilità e gli utili ripartiti.  L’art 33 del Testo unico degli Enti locali ammette la possibilità agli enti di convenzionarsi per la gestione unitaria di aree comuni oppure di non sottoscrivere alcuna convenzione ma di redigere accordi operativi ratificando, anno per anno, gli atti gestionali. Questa è stata la soluzione scelta fino ad oggi. Adesso appare più opportuno stipulare una convenzione che è il frutto del lavoro congiunto tra i due enti al fine di evitare problemi interpretativi o di contenzioso.  Dal punto di vista gestiona operativo, invece, si segue lo schema adottato dal 2007 ad oggi. Al Comune sono affidate tutte le attività amministrativo-contabili, progettuali, manutentive, di direzione lavori nonché turistico-promozionali del sito “area turistico ed escursionistica della Cascata delle Marmore”. Per le funzioni gestionali e per le spese di amministrazione delle attività previste nella convenzione, spetta al Comune un compenso stabilito dalla Commissione tecnico-amministrativa su dati oggettivi di spesa, che verrà inserito nel programma annuale degli interventi e nel risultato di gestione annuale. La commissione viene convocata dal Comune almeno tre volte l’anno per la programmazione annuale (preventivo e consuntivo annuale) e per la verifica dell’andamento tecnico ed economico della gestione e dello stato di avanzamento dei programmi. Le percentuali di riparto sono cambiate - ed è questa una delle maggiori novità - rispetto a quella del 2007. Precedentemente spettava alla Provincia il 30% dei proventi,  oggi il  20% in quanto negli anni sono stati consistenti gli investimenti sostenuti dal Comune. Proprio per questo  spetta a Palazzo Spada l'80 % . Gli utili di gestione si aggirano intorno al milione di euro ripartiti in base alla convenzione e in base alla consistenza patrimoniale. E’ stata fatta una ricognizione e trovate percentuali di competenza anche sulla base delle caratteristiche funzionali dei beni. 
La durata della convenzione è di 5 anni. E’ prevista proroga e rinnovo in forma espressa da manifestare entro 3 mesi dalla scadenza. Le controversie tra gli enti vengono demandate al collegio arbitrale.