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Canoni idrici: "Un tavolo con la Regione per nuove quote"

(ufficio stampa) –  Questo pomeriggio il consiglio comunale - con 25 voti sì e 4 astensioni -  ha approvato un atto di indirizzo riguardante la legge regionale sui canoni idrici. L'atto impegna il sindaco e la giunta ad aprire un tavolo con la Regione Umbria per ridefinire l’entità delle risorse da assegnare a ogni ente locale in ragione dell’effettivo utilizzo di quelle idriche e delle disponibilità della regione. Si chiede, inoltre, che venga rimosso il vincolo di utilizzo delle risorse economiche in modo che il Comune possa determinarne il loro migliore impiego attraverso specifici progetti da sottoporre all'approvazione della Regione.
Leonardo Bordoni (Lega): “Questione annosa, entità e modo di erogazione dei canoni idrici dalla regione ai comuni. Per la legge nazionale è la regione  la destinataria dei canoni idrici, sempre  nella normativa nazionale  non è prevista la restituzione ai comuni. La legge regionale del 2016 va quindi nella giusta direzione ma è fortemente insufficiente. La regione Umbria incassa per le risorse idriche del territorio ternano 8 milioni di euro circa all’anno,  i canoni restituiti al comune di Terni ammontano a un milione e 300. La differenza incide sul sentimento di giustizia, altre regioni, seppur non obbligate dalla normativa, restituiscono quasi il 100% di quanto incassano. Oltre a ciò la regione Umbria non lascia nemmeno libero il comune di scegliere come spendere i soldi spettanti. Ho voluto presentare questo atto, come presidente della commissione, al fine di  impegnare il sindaco e la giunta a verificare le cause di cedimento degli argini ma soprattutto ad aprire un tavolo finalizzato alla sensibile e dovuta revisione delle risorse economiche. Basterebbe al limite  che la regione concertasse con il comune i progetti da finanziare”.
Thomas De Luca (M5s): “Nuovo passo, decreto semplificazione va verso la regionalizzazione degli impianti idroelettrici. In questa ottica la necessita di destinare maggiori risorse è una questione determinante. Abbiamo posto il tema quattro anni fa ora stiamo andando nella giusta direzione quella di un’assegnazione delle risorse a territorio che ne è titolare”.
Francesco Filipponi (Pd): “Abbiamo partecipato al lavoro di approfondimento. Prima del 2016 neanche una parte dei proventi veniva riversata, ora circa l’80% di quanto spetta ai comuni viene assegnato a quello di Terni. Non sono d’accordo sull’atto di indirizzo quando dice di rimuovere il vincolo perché la normativa dice che devono essere legati a dei progetti. Penso che la questione deve essere affrontata guardando agli interessi di Terni non dando luogo a sfide politiche che servono solo per i consensi di parte”.
Cristiano Ceccotti (Lega): “La legge è del 2016, lo sfruttamento avviene da molto tempo, ci sono milioni di euro di arretrati che Terni non ha visto. Ora è un atto di dignità, chiediamo di rivedere le cifre e di analizzare quelle cifre che nel corso degli anni sono stati sottratti a questi territori. Il comune di Terni è dissestato, le risorse dei canoni idrici servono per intervenire in settori nei quali non ha risorse. Noi non chiediamo di togliere i vincoli ma di rivedere quelle procedure in maniera di operare in maniera più snella. Lo abbiamo portato in commissione per rendere partecipi tutti i consiglieri, li invitiamo quindi a votare l’atto. Diamo mandato al sindaco di poter aprire un confronto con la regione al fine di assegnare al comune di Terni tutte le risorse che  derivano da questo  territorio che ne ha veramente bisogno. Il comune di Terni ha tutto il diritto, poi, di decidere su come impiegare queste risorse”.
Luca Simonetti (M5s): “Ci siamo astenuti in commissione ma avevamo premesso che avremmo votato a favore. Vogliamo che il sindaco tratti con la regione. Al momento c’è il tema delle risorse ma anche quelle del vincolo, che al momento è troppo stringente, pongo il caso di Umbria Jazz con quella cifra si possono fare cose ben più attrattive”.
Michele Rossi (Terni Civica): “Non deve essere elemosina da parte della regione, la regione non deve decidere sulle nostre risorse. Lo trovo un atto di giustizia, di rispetto nella nostra città, libertà del comune di decidere cosa fare”.
Sul punto è intervenuto anche l’assessore ai Lavori Pubblici Enrico Melasecche: “L’amministrazione Di Girolamo ha rinunciato in passato al milione di euro che arrivava da Eon. Il vincolo imbriglia il comune, gran parte di questi fondi via utilizzato per il verde e le bitumazioni. Se dovesse passare il vincolo della regione che prevede in maniera dispotica che vengano private risorse sulla parte corrente. Per le strade e per il verde siamo già in una situazione drammatica, la condizione delle strade è drammatica. Se il consigliere Paparelli dovesse levarci queste risorse sarebbe una cosa grave”.
Paolo Angeletti (Terni Immagina): “Sono d’accordo sul riconoscimento dei diritti di Terni ma non accetto che si faccia una battaglia politica per andare contro la regione. Non dobbiamo fare le battaglia contro la regione, ma collaborare nell’interesse della città”.
Leonardo Bordoni (Lega): “Non è vero che c’è strumentalizzazione politica. L’atto è stato offerto alla firma e agli emendamenti di tutti i gruppi politici,  perché fosse presentato già in consiglio come un atto corale. C’è l’esigenza di un mandato politico forte, condiviso da tutti, per meglio rappresentare gli interessi di Terni".