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a cura della redazione “La città di Terni e il suo comprensorio”

Prospettive dopo il 14 giugno

La cittą si č interrogata a palazzo Gazzoli. E i ternani riscoprono un po' di orgoglio. Un convegno ad ogni San Valentino


La platea al convegno del 14 giugno

Cosa resterà dopo il convegno del 14 giugno? Senza dubbio, questa è stata una esperienza unica, attraverso la quale sia prima, attraversi i quotidiani cartacei e on line, che durante la due giorni di interventi, è stato possibile delineare un quadro di Terni. Ora non resta altro da fare che capire il dopo.

Il sociologo Luca Diotallevi, quello a cui è stato affidato il compito di scrivere una serie di appuntamenti in agenda, è stato chiaro. Per rilanciare Terni occorre un modello politico americano, nel quale sono i cittadini a decidere attraverso le primarie, il candidato a sindaco. Primarie che si dovranno giocare come la Coppa dei Campionati, ottavi, quarti, semifinale e finale. In pratica i possibili candidati dovranno studiare per interpretare questo ruolo. Dovranno avere una preparazione di base non indifferente. Secondo il vescovo monsignor Vincenzo Paglia, il convegno del Gazzoli è stato una novità a livello nazionale, in cui la città, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, ha discusso soprattutto dei problemi. C'è chi ha rilanciato l'Acciaieria come al centro delle questioni cittadine, chi ha ribadito, come il sindaco Paolo Raffaelli, che sono dieci anni che si sta tentando di scrollarsi di dosso questa immagine. C'è stato chi come Angelo Vescovi, è riuscito ad apprezzare la forza di Terni e soprattutto dei ternani. Già ternani che forse a palazzo Gazzoli non sono stati i protagonisti. Temi come la solitudine tra gli anziani, o l'apatia giovanile che produce un eccessivo consumo di droghe ed alcol, sono rimasti un po' ai margini della discussione. In molti hanno concordato, però, che solo ripartendo dalla cultura si potrà garantire alla città un futuro diverso. Il problema, però, è cosa si intende per cultura. Ancora una volta vale la pena ricordare che è stato uno "straniero", Vescovi, a ricordare che Natta vinse il premio Nobel proprio grazie alla ricerca effettuata negli stabilimenti ternani. Infine c'è anche chi, come Stefania Parisi, ha sottolineato l'eterno dualismo con Perugia 

Restano a questo punto da capire le prospettive per il futuro. Il convegno del 14 giugno è stato un punto di partenza o punto di approdo? O meglio ancora. Il motore della città come stava viaggiando? Era spento, a folle, in prima o a pieni giri? Senza dubbio il convegno del 14 giugno ha fornito il carburante per proseguie una strada che dopo palazzo Gazzoli dovrà fornire pure le indicazione su cosa fare, come fare e con chi fare. Pensando a Terni ma anche ai ternani. E così il vescovo propone tre o quattro giorni di discussione in ogni San Valentino.

Leggi pure gli interventi di

Faliero Chiappini, segretario Cisl di Terni 

Michele Rossi, presidente dell'Associazione Terni città futura


Articolo: Prospettive dopo il 14 giugno
Autore: La redazione
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Tags: monsignor Paglia - diocesi - politica - elezioni
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