Archivio Comunicati stampa

a cura dell'Ufficio di Staff del Sindaco e dell'Ufficio Stampa del Comune di Terni

Sulle farmacie sì alla delibera di giunta, no all'emendamento

24.04.2012 - ore 19:53 - Paci: “Abbiamo cercato di far prevalere l'interesse generale”

(Direzione Generale/Uff. Stampa) – La delibera proposta dalla Giunta sulla liberalizzazione del servizio farmaceutico nel territorio comunale, con l'individuazione delle zone dove collocare le cinque nuove farmacie delle quali viene consentita l'apertura, è stata approvata dal consiglio comunale con 18 voti a favore e 11 astensioni e il voto contrario di Cinzia Fabrizi 

L'emendamento discusso e approvato dalla terza commissione stamattina, che prevedeva la collocazione di una delle nuove farmacie  in via Gabelletta, dall'incrocio con strada di Collestacio fino al confine con il Comune di San Gemini, invece di collocarla nella zona di san Rocco, come previsto dalla delibera di giunta, è stato respinto con 6 voti a favore (Paparelli, Alessio Cicioni, Fabrizi, Baldassarre, Guardalben, Orsini), 4 astensioni (Tabarrini, Nardini, Crisostomi, Ferranti) e 17 voti contrari.

Le zone indicate nella delibera proposta dal vicesindaco Paci sono dunque quella di San Rocco (farmacia 1), quella di Sabbione (farmacia 2), quella di Maratta Alta (farmacia 3), quella di via Ippocrate, Larviano (farmacia 4) e quella di San Carlo, via Trevi (farmacia 5). La delibera che precisa in maniera dettagliata le vie interessate fino, in alcuni casi, ai numeri civici, sarà ora inviata alla Regione e si procederà quindi con i bandi di concorso.

“I tempi stretti che ci sono stati imposti – ha detto Libero Paci -  hanno creato notevoli difficoltà ai Comuni, tanto che la Regione ha autorizzato i Comuni stessi che non ce l'avessero fatta nei termini, a pronunciarsi esclusivamente attraverso la Giunta. Noi siamo riusciti a scontare anche il passaggio in Consiglio”.

Paci ha ribadito che la Giunta ha utilizzato due criteri per definire le aree delle nuove farmacie: “L'equa distribuzione sul territorio comunale e la garanzia del servizio nelle aree periferiche”.
“Il criterio della suddivisione per popolazione – ha aggiunto - riguarda solo il numero totale degli abitanti del Comune, mentre resta centrale il tema di agevolare il servizio ai cittadini delle zone meno abitate”.
“Nel dibattito di questi giorni – ha proseguito il vicesindaco -  sono stati invocati criteri diversi, considerando ad esempio le aree di espansione urbana: una posizione che ha un suo fondamento. Ma occorre considerare la forte mobilità delle persone verso il centro cittadino ed i luoghi di lavoro”. Inoltre, secondo Paci, “la norma privilegia non la concorrenza, ma la garanzia del servizio nelle aree finora meno servite. La giunta ha ritenuto prevalente questo criterio, evitando - nei limiti del possibile - sovrapposizioni con attività già esistenti, considerando i diritti dei cittadini e gli interessi legittimi delle attività già esistenti. Tutto questo in presenza di un servizio farmaceutico già diffuso in un territorio comunale non particolarmente ampio”.

“Occorre prima di tutto garantire gli interessi dei cittadini e il carattere sociale del servizio farmaceutico”, ha detto Giocondo Talamonti (FdS) intervenendo nel dibattito. Talamonti si è detto d'accordo con le scelte della Giunta, ringraziandola per il lavoro svolto in pochissimo tempo per l'attuazione del decreto.

Per Giampiero Amici (Pd) “il decreto scarica sui Comuni un compito di non poco conto: siamo comunque chiamati a decidere noi, per evitare il rischio che lo faccia qualcun altro”. “La giunta ha fatto una scelta razionale e condivisibile, privilegiando le aree in cui il servizio farmaceutico è più debole”. “Nel mettere mano a questa materia dobbiamo avere la consapevolezza che quello di oggi è solo un passaggio. Il percorso di liberalizzazione è stato avviato tra molte incertezze, ma ci saranno evoluzioni e a breve si aprirà una fase nuova e complessa che pone problemi a tutti sul piano della sfida per il miglioramento dei servizi”,

Alessio Cicioni (Pd) ha ricordato di aver sostenuto l'emendamento specie per la collocazione di una delle nuove farmacie a Gabelletta, per un miglior equilibrio territoriale, ma considerando anche la vicinanza ad importanti nodi stradali.
Federico Salvati (Pdl) ha ammonito la giunta dicendo che “non si possono portare le delibere già bell'e pronte senza confrontarsi con i diretti interessati, senza recepire le indicazioni degli organi preposti, di Federfarma e dell'Ordine dei Farmacisti”. “Non si può andare a vanti a colpi di maggioranza – ha aggiunto Salvati -  specie in una situazione come questa in cui è necessario il massimo del confronto e della disponibilità, per evitare altri fallimenti”.

Per Giuseppe Boccolini (Psi), le premesse non sono state mantenute: “per il commercio si è arrivati al massimo della liberalizzazione. Per le farmacie no, si è giunti ad una situazione di compromesso, una falsa liberalizzazione, perché sono scese in campo della lobbies. In questa situazione occorre trovare un equilibrio razionale, intelligente. In questo senso si muove la proposta della Giunta che non crea problemi a nessuno, mentre l'emendamento potrebbe arrecare danni”.
Anche Leo Venturi (Terni Oltre) ha parlato di “falsa liberalizzazione”, condizionata dalle lobbies. “Sostengo quanto la giunta ha proposto al consiglio perché si tratta di uno schema che ha una logica e risponde ad alcune necessità, come quella di garantire farmacie nelle aree industriali ed artigianali, poco abitate, ma a grande mobilità”.

Per Paolo Paparelli (Pd) con la delibera non era stata osservata l'equa distribuzione sul territorio, mentre va in questo senso l'emendamento presentato. Non si era infatti tenuto conto di un fattore importante come quello della densità demografica e delle zone a forte espansione urbanistica.
La legge ci dice di confrontarci con Asl e l'Ordine dei Farmacisti, che non sono lobbies, e che andrebbero ascoltate.

Secondo Riccardo Giubilei (Pd), "un conto è ascoltare le lobbies, un altro è piegarsi a logiche corporative". "Il primo obiettivo - ha aggiunto - è quello di tutelare il servizio per i cittadini. Di fronte a questo, il tema delle distanze e della mobilità va analizzato con attenzione, perché vanno verificati ad esempio i flussi diurni e notturni. L'importante è non derogare alla qualità del servizio e dobbiamo andare oltre questi vincoli verso una vera liberalizzazione, senza favorire, come purtroppo chiede la norma per i concorsi, i titoli e quindi mettendo in secondo piano i giovani farmacisti”.
“Questa delle farmacie – ha detto Valdimiro Orsini (Pd) – è una falsa liberalizzazione. La proposta della giunta è positiva perché sono stati rispettati i criteri disposti dalla legge”. Orsini ha poi aggiunto che l'emendamento proposto minerebbe l'equilibrio della proposta della giunta.

Per Cinzia Fabrizi (LB) il criterio generale seguito dalla giunta per la localizzazione delle nuove farmacie non è condivisibile. "Si è cercato di non rompere gli equilibri esistenti, ma così facendo si è  impedito l'effetto di una sana concorrenzialità che avrebbe potuto portare ad una riduzione dei prezzi. Al primo posto ci doveva dunque essere l'interesse dei cittadini, verificando anche i fatturati delle farmacie esistenti".

Anche secondo Carlo Orsini (Pdl) la proposta della giunta "non ha soddisfatto le priorità richieste per una serie di difetti di merito". "Inoltre il ruolo del consiglio comunale viene sempre più svilito".

Per Francesco Ferranti (Pdl), "il criterio dell'indice Istat depotenzia la liberalizzazione e  crea problemi anche alla Giunta che non ha voluto danneggiare nessuno, ma in questo modo non riuscirà a fornire un servizio più funzionale ai cittadini, perché invece non ha tenuto conto del criterio dell'attrattività dei siti".

"Vista la legge assolutamente nebulosa e contraddittoria, il compito del Comune non era  facile - ha detto Paolo Garofoli (Gruppo Misto) - ma si doveva scegliere il male minore". "Ho appoggiato l'emendamento - ha aggiunto - perché nell'ottica di non fare male e di non farsi male era opportuno ascoltare le istanze dell'Ordine dei Farmacisti e di Federfarma".

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