14.03.2012 - ore 14:28 - “La compartecipazione alle spese sia discussa e valutata insieme alla definizione del bilancio 2012”
(Direzione Generale/Uff. Stampa) – “La nostra amministrazione, fin dall’inizio – ha detto l’assessore Stefano Bucari intervenendo ieri sera in consiglio comunale nel dibattito sugli atti che riguardavano la compartecipazione alla spesa nel sociale - si è contraddistinta per la scelta del metodo della partecipazione”. Bucari ha sottolineato il clima positivo negli incontri con le associazioni e le parti sociali nella piena consapevolezza da parte di tutti della drammaticità e della difficoltà di questa fase. “Le forze – ha detto Bucari, sottolineando i dati relativi ai tagli dei fondi per il sociale - vanno unite per fronteggiare lo smantellamento dello stato sociale”. L’assessore ha anche ricordato che i fondi comunali destinati al settore sociale sono i soli – rispetto a quelli statali e regionali – ad essere rimasti invariati negli ultimi tre anni, nonostante l’abbattimento dei trasferimenti, ed in questo senso “appare evidente il grande sforzo che l’amministrazione ha posto in essere per garantire il livello dei servizi”. Bucari ha altresì sottolineato gli interventi di programmazione e di rimodulazione in corso con il Piano del Sociale, per il quale la giunta proprio ieri ha approvato un atto d’indirizzo con la specificazione delle diciotto azioni previste, dal sostegno alle politiche per i minori a quelle di contrasto alla povertà, per l’inserimento delle fasce svantaggiate, per le famiglie.
“Sulla compartecipazione alla spesa – ha detto Bucari - c’è un regolamento regionale che cerca di uniformarla a livello umbro”. Riguardo alla delibera sulla compartecipazione per mense e trasporto, Bucari ha aggiunto che è di fatto sospesa. “Credo che possa esserci un corso virtuoso attraverso l’analisi del bilancio dell’Ente che si sta approfondendo in questi giorni e nel tavolo con le associazioni aperto questa mattina e riconvocato già dalla prossima settimana”.
Nel corso del dibattito che ha riguardato sia l’atto d’indirizzo della seconda commissione (l’unico poi votato) che quelli presentati da Ermanno Ventura e da Cinzia Fabrizi (due), lo stesso Ventura (Pd) ha detto che “è necessario fare delle scelte che saranno sicuramente dolorose ma che devono salvaguardare il nostro sistema del welfare”. “Per questo chiediamo al sindaco di fare un ragionamento complessivo, di dare un forte impulso per valutare in maniera più ampia e omogenea possibile quali siano i reali bisogni a fronte di una situazione finanziaria drammatica. I bisogni delle persone svantaggiate devono essere posti in cima, nel rispetto del principio dell’uguaglianza e dentro un quadro di maggiore efficienza”. “Ogni risorsa che viene tolta allo spreco – ha aggiunto Ventura - deve essere investita per sostenere il welfare: per questo occorre ragionare sull’intero sistema, verificando tutte le situazioni, non parcellizzando la valutazione”.
Leo Venturi (Terni Oltre) ha sottolineato che l’atto della seconda commissione “appare molto semplice e chiaro”: “chiede alla giunta di fermarsi e di valutare meglio insieme ai soggetti coinvolti e di verificare il tema all’interno di quello più complessivo del bilancio, per verificare se la nostra comunità sia capace di fare scelte coraggiose, indipendentemente da quello che succede nel quadro più ampio”.
Per Valdimiro Orsini (Pd) “le risorse sono sempre di meno, ma sulla base dei bisogni che stanno emergendo si possono fare delle scelte politiche all’interno del bilancio e queste scelte le deve fare il consiglio comunale”. “Non è che ci dobbiamo sostituire alla giunta, ma riappropriarci di un confronto aperto con le associazioni, insieme alla giunta, e fare le nostre proposte per ridisegnare un modello di welfare adeguato alle risorse e ai bisogni”.
Secondo Enrico Melasecche (Udc) occorre avere “il coraggio di iniziare ad amministrare in maniera manageriale, seria, evitando gli sprechi, evitando una politica che si basa tutta sui tagli del sociale e sugli aumenti delle tasse”.
Per Cinzia Fabrizi “la rivisitazione del sistema del welfare è un atto forte che incide sulla vita di tante famiglie. Per questo come gruppo consiliare avevamo chiesto più volte una discussione complessiva, sulla riforma dell’intero sistema e non su singole iniziative, fuori dal quadro generale”. “Le risorse – ha continuato la Fabrizi - sono diminuite ma la giunta continua a tenere in vita un sistema che è caratterizzato da sprechi: non ci sono state gare d’appalto, non sono state prese in considerazione novità, come quella da noi proposta dell’introduzione dei voucher, della compartecipazione in un quadro organico. In questo sistema attuale i cittadini non sono in grado di decidere nulla, ma noi sosteniamo che esistono sistemi alternativi”.
Per Davide Tallarico (Ptca) “il quadro è cambiato, il bilancio ha subito tagli draconiani: occorre fare sistema tutti insieme”. “Nelle cooperative sociali – ha sottolineato Tallarico - lavorano centinaia di ragazzi che svolgono un servizio qualificato e che vanno rispettati, anche in considerazione delle retribuzioni spesso basse”.
Riccardo Giubilei (Pd) ha ricordato che il consiglio aveva già chiesto lo stop all’esecutivo sulla delibera per la compartecipazione, perché il consiglio stesso avrebbe dovuto affrontare l’intero tema in sede di bilancio di previsione. “Non è cosa comune – ha aggiunto - che il consiglio chieda per due volte di fermare una delibera”. Occorre “capire l’importanza dell’apporto che il consiglio comunale può dare su questo tema”. “Credo – ha detto Giubilei - che ci siano comunque i margini per uscire da questa situazione”.
Giuseppe Boccolini (Psi) ha detto che “ci troviamo di fronte ad una complessità di questioni delicate, di fronte alle quali nessuno può fare il primo della classe. Occorre tornare al centro del ragionamento: valutare i problemi concreti di bilancio che non consentono di operare come in passato, quando Terni non è mai stata seconda a nessuno nelle politiche di welfare”.
Per Dario Guardalben (Pdl) la questione va posta in termini concreti e vanno distinti i diversi i piani, quello operativo e quello politico. “Il sistema messo in piedi dalle giunte Raffaelli non si regge più. La seconda commissione ha svolto una funzione importante, quella dell’ascolto, laddove era mancata una opportuna interlocuzione. Ora è il momento delle scelte”. Guardalben ha valutato positivamente che si sia aperto un tavolo di concertazione. “Il bilancio è la sede giusta per prendere le decisioni, in cui il welfare deve essere considerato elemento qualificante all’interno di un disegno complessivo di città sul quale siamo disponibili a collaborare”. “Sul piano politico invece si evidenziano delle crepe all’interno della maggioranza che sul tema deve avere le idee chiare e non essere soggetta ad una guerra per bande, altrimenti per l’opposizione sarebbe troppo facile prendere posizioni diverse”.
Giocondo Talamonti (Fds) ha ricordato che Terni non è mai stata seconda a nessuno nel welfare. “Oggi abbiamo un bilancio di lacrime e sangue, ma nonostante questo terremo sempre in primo piano i bisogni delle famiglie e quelli dei lavoratori del settore. I controlli sono essenziali, come le risorse. Occorre un confronto serio con tutte le associazioni”.
Per Giampiero Amici “l’unica cosa da evitare è la propaganda. Su questo tema servono serietà e sobrietà”. “E’ comunque inaccettabile pensare che il taglio operato sul sociale a livello nazionale possa essere recuperato all’interno del bilancio del Comune: questa è una scorrettezza”. “Abbiamo costruito un sistema di welfare insieme alle associazioni: oggi questo sistema ha bisogno di esser rivisto e ristrutturato, insieme alle associazioni. Ma lo deve fare la giunta. Il consiglio deve lavorare per raccogliere più risorse possibili da destinare alle categorie svantaggiate”.
Antonio Baldassarre (LB) ha sottolineato che le scelte a favore della disabilità e delle categorie svantaggiate devono essere prioritarie. “E’ un imperativo giuridico prima che politico, sancito in primo luogo dalla Costituzione”. Baldassarre aveva anche proposto un emendamento all’atto della seconda commissione per impegnare il sindaco e la giunta, oltre che a sospendere la delibera sulla compartecipazione alle spese nel sociale, “ad avviare in vista della definizione del bilancio di previsione, una consultazione con le parti sociali e le associazioni al fine di stabilire nuovi criteri di contribuzione a favore dei soggetti portatori di disabilità e delle loro famiglie”.
Mauro Nannini (Fds) ha sottolineato soprattutto gli effetti devastanti della “mannaia sociale del Governo che si è abbattuta anche su di noi”. Di fronte ai dati e alle cifre dei tagli – ha detto Nannini – non si può risolvere la questione attaccando il sistema del welfare della nostra città. Giovanni Cicioni (LB) si è invece espresso in favore delle richieste contenute nell’atto d’indirizzo della seconda commissione e sul metodo del confronto con le associazioni.” Tutte le associazioni hanno chiesto chiarezza. La commissione ha stilato un atto sintetico che chiede uno stop su una materia spinosissima”.
Alida Nardini (Pd) ha infine sottolineato che il secondo atto d’indirizzo, quello illustrato da Ventura, contiene elementi importanti e concreti, indicando una revisione del sistema dell’Isee individuale, spesso iniquo, la riforma dell’indennità d’accompagnamento, un piano di contrasto alla povertà, lo sviluppo di interventi e servizi socio educativi per sostenere le famiglie con figli minori”.
GLD - Ufficio Stampa
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