29.07.2010 - ore 10:45 - Leo Venturi (Terni Oltre): "Occorre aprire una vertenza sviluppo"
(Direzione Generale/Uff. stampa) - "Il grido d’allarme delle piccole imprese non sorprende, anche se da troppi mesi sono rimaste in silenzio nonostante la drammatica situazione che vive la città e che purtroppo è destinata a peggiorare nei prossimi mesi". Lo dichiara il capogruppo di Terni Oltre Leo Venturi.
"Da sempre - continua Venturi - stiamo sostenendo che la situazione è difficilissima non solo per la crisi più generale ma perché Terni ha problemi strutturali, poiché la diversificazione dello sviluppo è un obiettivo lontano dall’essere raggiunto, anzi sembrano consolidarsi scelte che vanno in tutt’altra direzione, basti pensare alla nuova struttura organizzativa che supera la direzione del turismo frantumandola all’interno di altri servizi anziché rafforzarla e togliendole risorse, o l'aumento della Tia in assenza di una strategia e quindi al solo scopo di tamponare costi, inefficienze e non scelte che fanno dell’Asm e più in generale delle partecipate un caso unico al mondo per i bilanci che, in regime di sostanziale monopolio, producono perdite e al massimo utili virtuali".
"E’ ovvio che ciò rende il territorio più vulnerabile ma sembra, questa problematica, non essere all’ordine del giorno dell’amministrazione comunale impegnata a gestire l’esistente e a tamponare le falle lasciate dalla passata giunta.
Occorre la consapevolezza della gravità della situazione e uno scatto della politica e di tutti gli attori che possono e devono contribuire a sostenere un nuovo sviluppo nella consapevolezza che da soli non ce la faremmo".
"Da qui la nostra proposta che insistentemente abbiamo avanzato è cioè quella di aprire una “ vertenza per lo sviluppo” coinvolgendo il Governo e la Regione perché la sfida e le problematicità sono tali che da soli non riusciremo a superarle. E’ bene anche capire che ormai non ci sono più torte da spartire ma impegnarsi tutti per dare prospettive alla città".
"Occorre, quindi - conclude Venturi - abbandonare atteggiamenti accondiscendenti nei confronti della politica locale, del dire e non dire in base alle appartenenze, alle sensibilità e alle spicciole convenienze, e ciò ha riguardato e purtroppo ancora riguarda settori del mondo economico, produttivo e sociale, ma affrontare, con crudezza e realismo, la situazione per come si presenza, in gioco questa volta veramente c’è il futuro della città e ognuno deve assumersi le proprie responsabili".
(GLD) - Ufficio Stampa
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